Bologna · 09 Agosto 2026

Protesta a Bologna per l’abbattimento del platano di via Lombardi, fissato il 10 agosto

Le associazioni della Consulta del Verde contestano le modalità di verifica: criticata la conservazione di porzioni di tronco per analisi post-abbattimento. La Lega chiede trasparenza e la sospensione dell’intervento.

Protesta a Bologna per l’abbattimento del platano di via Lombardi, fissato il 10 agosto

Il cartello che indica l’abbattimento del platano di via Lombardi per lunedì 10 agosto ha riaperto la mobilitazione delle associazioni della Consulta del Verde contro il Comune di Bologna.

Animal Liberation, Comitato Tutela Alberi, Comitato Besta, LAC Bologna, LIPU Bologna, ISDE Italia-Sezione Bologna, LAV Bologna, Cruelty Free, ViviAmo Bologna e Abitare il Savena Paleotto hanno espresso «profonda indignazione», contestando in particolare la decisione di conservare alcune porzioni del tronco dopo il taglio per permettere analisi successive. Le associazioni hanno usato il paragone «Prima si fa l’eutanasia e poi si verifica se la persona era malata e quanto gravemente» per criticare la sequenza delle verifiche.

Le stesse realtà ricordano di aver già manifestato il 20 luglio in Consiglio comunale con uno striscione recante la parola «Trasparenza», e dichiarano di aver più volte chiesto all’Amministrazione di essere informate preventivamente sui piani di abbattimento e di poter commissionare perizie indipendenti affidate a professionisti di loro fiducia, richieste che, secondo quanto riportano, non sarebbero state accolte.

Al centro della critica c’è anche l’accusa, formulata dalle associazioni, di un possibile conflitto di interessi: «Chi esegue le perizie ora lavora con le stesse ditte che guadagnano dagli abbattimenti», sostengono. Nel materiale fornito dalle associazioni non risulta una replica dell’Amministrazione comunale o dei soggetti coinvolti su questa specifica contestazione.

Secondo le associazioni, circa un anno fa la vicesindaca Emily Clancy e l’assessore Simone Borsari avrebbero proposto alla Consulta del Verde di individuare un agronomo di fiducia per confrontarsi con i tecnici comunali. Le associazioni giudicano «assurda» e «ingiustificabile» la condizione che il professionista fosse iscritto all’Albo degli agronomi, e la Consulta ha infine nominato il professor Minelli. Le organizzazioni sostengono che il professor Minelli non sia stato adeguatamente coinvolto nelle valutazioni che hanno portato alla decisione di abbattimento del platano.

La scelta di conservare parti del tronco per analisi successive è il punto che ha scatenato la protesta più accesa: secondo le associazioni, ciò renderebbe l’intervento irreversibile prima di accertamenti compiuti in modo condiviso.

Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Matteo Di Benedetto, che ha espresso sostegno alle posizioni delle associazioni e chiesto «maggiore trasparenza sul piano degli abbattimenti, accesso alle perizie e possibilità di effettuare valutazioni indipendenti sugli alberi pubblici». Pur riconoscendo che l’abbattimento può essere necessario per ragioni di sicurezza, Di Benedetto ha definito «inaccettabile» l’informazione arrivata quando, a suo avviso, la decisione era ormai già presa, e ha chiesto di sospendere l’intervento e riaprire il confronto.

Salvo cambiamenti, l’intervento è previsto per lunedì 10 agosto; associazioni e opposizione chiedono che, prima di procedere, venga garantita la possibilità di una verifica indipendente sulle condizioni del platano.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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