Il comitato "Un altro Appennino è possibile" presenta un esposto sulle presunte irregolarità nei cantieri della seggiovia al Corno alle Scale
Denuncia di carenze nella sicurezza, richiesta di rispetto delle prescrizioni di Ansfisa e del Consiglio di Stato; inviata anche una lettera alla sindaca di Lizzano in Belvedere
Il comitato Un altro Appennino è possibile ha presentato un esposto per segnalare presunte irregolarità in materia di sicurezza nei cantieri della nuova seggiovia al Corno alle Scale.
Il gruppo, contrario alla costruzione dell’infrastruttura, chiede il rispetto dei vincoli imposti dal Consiglio di Stato e ha inviato una lettera alla sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi.
Nel comunicato del comitato si fa riferimento alle prescrizioni emesse dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa). Le associazioni riunite nel comitato scrivono che «(Ansfisa) fa il suo mestiere e speriamo lo faccia bene, mentre non sembra che altri soggetti facciano altrettanto rispetto ai loro compiti di verifica e tutela della sicurezza sul cantiere».
Secondo il comitato, verifiche in loco durante i lavori, testimonianze di cittadini e documentazione fotografica mostrerebbero «una situazione grave di non rispetto di elementari norme di sicurezza». Per questo motivo è stato inviato un esposto all’Unità operativa prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro di competenza.
Il comitato segnala inoltre la contrarietà espressa da Fratelli d’Italia rispetto al divieto di installare sulla seggiovia i ganci per il trasporto delle biciclette. Le associazioni ricordano che il divieto è una delle prescrizioni vincolanti contenute nella Valutazione di incidenza ambientale e nella sentenza definitiva del Consiglio di Stato e lo indicano a tutela dell’ambiente.
La notizia è riportata dall’agenzia Dire (pubblicata il 28 agosto 2026).