Bologna · 27 Agosto 2026

Due anni al ex coordinatore del 118 di Bologna: il gup ricostruisce i malori tra il 2020 e il 2023

Andrea Romito nelle motivazioni parla di cibi e bevande alterati e di un clima di paura; la difesa, guidata dall’avvocato Gabriele Bordoni, annuncia impugnazione

Due anni al ex coordinatore del 118 di Bologna: il gup ricostruisce i malori tra il 2020 e il 2023

Secondo quanto scritto nelle motivazioni della sentenza del gup Andrea Romito, diversi dipendenti della centrale operativa 118 di Bologna avrebbero accusato malori dopo aver consumato cibi o bevande nei quali sarebbero stati introdotti alcuni farmaci. Gli episodi ricostruiti riguardano il periodo tra marzo 2020 e novembre 2023.

Il giudice riferisce che i lavoratori avrebbero vissuto "un intenso stato di ansia e un forte senso di timore per la propria incolumità", con conseguenti modifiche nelle abitudini di vita e di lavoro. Le intossicazioni, si legge nelle motivazioni, erano caratterizzate da sintomatologia omogenea e comparsa dei disturbi a breve distanza dall’ingestione di alimenti o bevande il cui sapore veniva percepito da molti come amaro, paragonato da alcuni al sapore di farmaco.

In un primo momento l’origine dei malori era stata attribuita a un possibile inquinamento ambientale della macchina del caffè o del boccione dell’acqua; entrambi gli apparecchi furono sottoposti ad accertamenti da parte dell’Ausl e di Arpae.

La svolta nelle indagini, secondo il gup, è arrivata nel settembre 2023 quando uno degli operatori è stato ricoverato e nel suo sangue è stata rilevata la presenza di clotiapina, un farmaco antipsicotico. Questo esame ha indirizzato gli investigatori verso l’ipotesi dell’avvelenamento.

Nelle motivazioni il giudice rileva che Tacconi risultava presente in ciascuna delle occasioni in cui i colleghi avevano accusato i disturbi e che in alcuni casi il caffè sarebbe stato "personalmente preparato e consegnato dall’imputato". Il gup afferma inoltre che l’imputato avrebbe avuto a disposizione le sostanze utilizzate.

Tacconi era anche accusato di simulazione di reato in relazione a una presunta intossicazione da lui subita e a una rapina con percosse che aveva denunciato attribuendola a persone rimaste ignote. Secondo il giudice, i malori riferiti dall’imputato sarebbero stati autoindotti e la rapina un episodio "architettato", riconducendo a Tacconi il tentativo di distogliere i sospetti e di indirizzare la responsabilità su un’amica e collega.

La sentenza di condanna a due anni, pronunciata con il rito abbreviato, sarà impugnata dai legali dell’ex coordinatore, difeso dall’avvocato Gabriele Bordoni.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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