Bologna · 25 Agosto 2026

Nessuna impronta digitale sulle manette usate nell'arresto di Abderrahim Fakir

L'accertamento della Scientifica di Roma ha rilevato una sola macchia e altri materiali biologici; proseguono le indagini per omicidio colposo.

Nessuna impronta digitale sulle manette usate nell'arresto di Abderrahim Fakir

Sulle manette usate per l'arresto di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio mentre veniva immobilizzato da due agenti di polizia al Pilastro, non sono state trovate impronte digitali.

L'accertamento irripetibile è stato svolto lunedì dalla Scientifica di Roma su disposizione della procura di Bologna. Secondo quanto comunicato, dagli esami è emersa soltanto una macchia, che potrebbe essere sangue, oltre ad altro materiale biologico e pilifero.

Il legale della famiglia della vittima, l'avvocato Fabio Anselmo, ha definito il risultato «un esito particolarmente singolare, ma che potrebbe essere anche significativo» e ha affermato che l'accertamento «presuppone l'asfissia postulare come causa più certa della morte».

Più cauto l'avvocato che difende i due poliziotti, Gabriele Bordoni, che ha osservato: «I poliziotti hanno svolto l'operazione con i guanti, si tratta di un esito coerente con la posizione dei due agenti». I due agenti, entrambi rientrati in servizio, hanno rispettivamente 23 e 28 anni.

Sulle due forze dell'ordine e sui quattro volontari della Croce Rossa presenti al momento dell'arresto i pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, proseguono gli accertamenti per omicidio colposo con iscrizione nel registro 45-bis.

Dal luogo della morte è stata inoltre sequestrata una maglietta bianca di taglia L, che potrebbe appartenere a uno dei civili entrati in contatto con Fakir. Sulla t-shirt le analisi hanno rilevato tracce biologiche, elemento che dovrà essere collocato nelle ricostruzioni in corso.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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