Bologna · 24 Agosto 2026

Morte di Abderrahim Fakir: i due agenti potrebbero tornare sulle volanti mentre proseguono le indagini

Gli investigatori indagano per omicidio colposo su due poliziotti e quattro volontari della Croce Rossa; la bodycam di 40 minuti è al vaglio dei Ris di Roma

Morte di Abderrahim Fakir: i due agenti potrebbero tornare sulle volanti mentre proseguono le indagini

Il 19 luglio Abderrahim Fakir, 42 anni, è deceduto durante un fermo di polizia mentre era in preda a una crisi psichiatrica. I pubblici ministeri Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, hanno iscritto nel registro 45-bis due agenti di 23 e 28 anni e quattro volontari della Croce Rossa tra gli indagati per il reato di omicidio colposo.

Le investigazioni si concentrano sulle modalità dell’intervento degli agenti, sulla procedura di attivazione e invio dei soccorsi sanitari e sulla ricostruzione dei precedenti clinici e degli spostamenti di Fakir nel giorno del fermo. Un video di circa 40 minuti ripreso dalla bodycam di uno dei poliziotti è stato affidato ai Ris di Roma; periti e investigatori lavorano anche sui cellulari del 42enne.

Nel filmato, secondo quanto ricostruito, durante la ‘manovra di contenimento’ gli agenti hanno premuto l’uomo sull’asfalto per ammanettarlo. Per diversi minuti Fakir avrebbe cercato di divincolarsi, gridando aiuto e mordendo la gamba del poliziotto che, secondo la ricostruzione, gli teneva la testa sull’asfalto.

Gli agenti, nelle settimane successive all’episodio, erano rimasti lontani dal commissariato Bolognina-Pontevecchio alle cui pattuglie appartengono, ufficialmente per ferie già programmate e per la guarigione da contusioni riportate durante l’arresto. Secondo quanto dichiarato dal loro avvocato Gabriele Bordoni, i due poliziotti sono stati reintrodotti al lavoro a inizio agosto: una settimana con compiti d’ufficio e due settimane con lavori esterni; dal 31 agosto potrebbero tornare a essere impiegati nelle pattuglie che intervengono fisicamente in situazioni di emergenza.

Contro il possibile rientro si era espressa la sorella della vittima, Khadjia Fakir. Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la vicenda affermando: “Quei due poliziotti sono giustamente tornati in servizio, come i volontari della Croce rossa, perché hanno fatto e fanno il loro lavoro”.

La senatrice Ilaria Cucchi ha sollevato dubbi sulla trasparenza, chiedendo come mai un difensore sappia in anticipo disposizioni interne di commissariato e questura e parlando di una possibile commistione tra avvocato e questura. L’avvocato Bordoni ha replicato definendo la questione una polemica che turba i poliziotti e l’operato degli uffici, e ha detto che al momento non ci sono elementi che impediscano il regolare ritorno in servizio degli agenti.

Gli inquirenti attendono anche i primi risultati dell’autopsia, dai quali potrebbero emergere elementi fondamentali già a partire dall’inizio di settembre.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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