Bologna · 24 Agosto 2026

Videomessaggi dal carcere: interrogazione su Paolo Bellini e i filmati registrati a Padova

La deputata dem Ilenia Malavasi chiede al ministro Nordio verifiche e un’ispezione nella casa di reclusione di Padova

Videomessaggi dal carcere: interrogazione su Paolo Bellini e i filmati registrati a Padova

Secondo quanto riportato dal quotidiano Reggionline, Paolo Bellini avrebbe registrato alcuni videomessaggi dal carcere di Padova. Bellini è condannato in via definitiva per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

I video, sempre secondo la ricostruzione citata, sarebbero stati girati da altre persone e diffusi attraverso il legale di Bellini. Nelle registrazioni il detenuto parla del processo a suo carico, attacca i magistrati che lo hanno condannato e definisce falsa la testimonianza dell’ex moglie Maurizia Bonini, considerata un elemento centrale nell’accertamento della sua responsabilità.

La deputata del Partito Democratico Ilenia Malavasi è prima firmataria di un’interrogazione rivolta al ministro della giustizia, Carlo Nordio. Malavasi parla di “fatti di eccezionale gravità e dal forte impatto sull’opinione pubblica” e afferma che “È inaccettabile che un soggetto condannato in via definitiva per un delitto di strage possa veicolare all’esterno del carcere messaggi che assumono contorni chiaramente intimidatori nei confronti dei magistrati e dei testimoni che hanno contribuito alla verità processuale”.

Nell’atto parlamentare si sottolinea che “l’ordinamento penitenziario disciplina in modo rigido le comunicazioni dei detenuti proprio per tutelare la sicurezza e l’ordine e prevenire forme di pressione indiretta”. Si chiede quindi al guardasigilli se fosse a conoscenza dei filmati e se le registrazioni siano state autorizzate.

L’interrogazione richiede inoltre di valutare un’ispezione nella casa di reclusione di Padova per accertare eventuali responsabilità. Malavasi ricorda che “La magistratura, con sentenza definitiva, ha stabilito che la strage alla stazione di Bologna fu il frutto di un disegno eversivo di matrice fascista. Le 85 vittime e i loro familiari hanno invece ancora bisogno di capire chi, negli anni successivi, ha depistato, coperto e favorito i colpevoli”.

La deputata aggiunge che tale richiesta non nasce “per un senso di ‘vendetta’, ma di ‘giustizia’ e sempre con incrollabile fiducia nella magistratura e nelle Istituzioni. Il loro dolore e la loro dignità non possono continuare a essere offesi e calpestati da chi, fuori e dentro le Istituzioni, insiste a rimescolare nel torbido per sottrarsi alle proprie responsabilità”.

La vicenda è al centro dell’interrogazione parlamentare; la fonte dell’ipotesi sulla registrazione e diffusione dei video è il quotidiano Reggionline, come riportato nell’atto citato.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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