Bologna · 23 Agosto 2026

Provincia di Bologna: quattordicenne aggredito in un parco, cinque minorenni denunciati per il video condiviso

L'episodio risale a giugno; le indagini partite dalla segnalazione della madre di un ragazzo hanno portato alla denuncia di cinque coetanei, tre dei quali non imputabili per età

Provincia di Bologna: quattordicenne aggredito in un parco, cinque minorenni denunciati per il video condiviso

Lo scorso giugno, un ragazzo di 14 anni è stato aggredito all'interno di un parco nella provincia di Bologna: secondo gli accertamenti, il gruppo lo avrebbe accerchiato e colpito con calci, pugni e schiaffi, anche quando la vittima era a terra e chiedeva aiuto.

Dopo l'aggressione il giovane è stato lasciato nell'area verde con diverse abrasioni e con un dolore alla mandibola che nei giorni successivi gli ha impedito di mangiare. Un coetaneo ha ripreso la scena con lo smartphone e la registrazione è stata poi inoltrata in chat di gruppo.

Le indagini sono iniziate grazie alla madre di un ragazzo non coinvolto, che ha trovato la clip tra le chat del figlio e ha segnalato il fatto alla polizia attraverso l'app YouPol. Gli accertamenti sono stati coordinati dalla Procura della Repubblica per i Minori di Bologna.

Gli investigatori della Squadra Mobile, visionando il filmato, hanno identificato la vittima in un'audizione protetta e risalito ai presunti autori: cinque minorenni. Tre di loro risultano non imputabili perché di età inferiore ai 14 anni. La Squadra Mobile ha quindi eseguito perquisizioni sui telefonini dei ragazzi e li ha denunciati.

Dalla Questura di Bologna sottolineano: "La vicenda, per l’età dei soggetti coinvolti e l’utilizzo di chat per divulgare l’aggressione, denota, ancora una volta, l’esigenza che situazioni di disagio, o di reato, come in questo caso, emergano, tempestivamente, affinché si possano affrontare in un quadro corale, in ottica preventiva e, se necessario, repressiva".

"Come spesso accade, le giovani vittime di angherie possano essere restie a segnalare o denunciare o addirittura vergognarsi a farlo. Occorre ribadire, con forza, che il coraggio si dimostra nel segnalare o denunciare episodi di cui si è vittima o testimoni non certo nell'aggredire, avvalendosi di superiorità numerica o fisica, e dileggiare, pubblicamente tramite la tecnologia, coetanei. Le vittime possono essere certe, nel rivolgersi alla polizia, che troveranno personale specializzato per ascoltare e trattare, con la dovuta delicatezza, i casi al fine di aiutare la vittima e, anche, gli eventuali autori di condotte riprovevoli ad interrompere, quanto prima, il pericoloso percorso imboccato", conclude la Questura di Bologna.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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