Santori respinge l’allarme sulla fuga dei turisti: «Alberghi all'80% dopo i disordini»
Il consigliere Pd cita dati di Bologna Welcome e critica l'uso politico della cancellazione di un gruppo di 27 dirigenti austriaci
Il 21 agosto 2026 il consigliere comunale Pd Mattia Santori, con delega al coordinamento della destinazione turistica, è intervenuto sui social in merito ai presunti effetti dei disordini avvenuti a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir. Santori ha ricostruito i fatti e ha contestato la narrazione di un allarme generalizzato sulla sicurezza della città.
Nel suo intervento il consigliere ha richiamato un episodio segnalato nelle settimane precedenti: la cancellazione di una cena e di un soggiorno a Bologna da parte di un gruppo di 27 dirigenti austriaci. Secondo Santori quell'episodio sarebbe stato strumentalizzato da alcuni candidati alle prossime elezioni comunali per dipingere Bologna come una destinazione meno sicura e attribuire la responsabilità all'amministrazione guidata dal sindaco Matteo Lepore.
Santori ha citato dati di Bologna Welcome sull'andamento turistico dell'estate 2026, sostenendo che «nel mese di luglio l'occupazione alberghiera è stata superiore a quella dello scorso anno» e che «proprio nei giorni successivi ai disordini addirittura gli alberghi erano pieni all'80%». Ha poi parlato delle conseguenze per l'intero settore: «Questa strategia del fango non fa male a Lepore o alla sua giunta di sinistra, ma colpisce la reputazione di un comparto che oggi a Bologna vale 20.000 occupati e 1 miliardo di euro», ha detto.
Nel corso del post Santori ha inoltre definito le notizie negative come «l'ennesima bugia in quest'estate di fake news» e ha inserito una formula censurata di condanna nei confronti di chi, a suo avviso, strumentalizza gli eventi: «Io penso che questa gente vada spu****ta». Ha concluso con un appello rivolto ai cittadini: «Cari bolognesi, se posso darvi un consiglio, al di là delle vostre simpatie politiche o di chi voterete alle prossime elezioni, fatevi un favore. Non fidatevi di chi per un pugno di like e di follower è disposto a sacrificare la reputazione della nostra città».