Bologna · 05 Agosto 2026

Tentata truffa al Pnrr: misure cautelari e sequestri a Bologna

Indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura europea; cinque indagati, obbligo di dimora per un professionista e un imprenditore e sequestri per 425 mila euro

Tentata truffa al Pnrr: misure cautelari e sequestri a Bologna

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Bologna, coordinata dalla Procura europea di Bologna, ha eseguito due misure cautelari personali e un sequestro preventivo nell'ambito di un'indagine su un presunto tentativo di truffa ai danni dei fondi Pnrr.

Sono complessivamente cinque le persone indagate. Nei confronti di un professionista e di un imprenditore il gip ha disposto l'obbligo di dimora; nei loro confronti era già stato eseguito un sequestro preventivo di 425.000 euro tra disponibilità liquide e beni. Tre degli indagati risiedono in provincia di Bologna.

Secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, i vertici di una società bolognese avrebbero presentato quattro richieste di finanziamento nell'ambito del Pnrr, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro, con progetti legati al commercio elettronico. Le domande, inoltrate a Simest S.p.A., sarebbero state corredate da bilanci di esercizio falsificati e da documentazione costruita per rappresentare una situazione economica e patrimoniale più solida di quella reale. Solo una parte dei finanziamenti sarebbe stata effettivamente concessa.

La società era già sottoposta a verifica fiscale quando sarebbero state presentate le richieste di contributo. Secondo l'accusa, la società non disponeva delle capacità economiche, patrimoniali e organizzative necessarie per realizzare gli investimenti dichiarati.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito quello che ritengono essere il drenaggio delle risorse aziendali: tra le somme passate al vaglio vi è un risarcimento assicurativo di circa 2 milioni di euro ottenuto dopo l'incendio di uno dei capannoni della società. Parte dei fondi sarebbe stata trasferita dai conti societari a conti personali del principale indagato e verso altre società italiane e spagnole a lui riconducibili, circostanza che ha portato anche alla contestazione del reato di autoriciclaggio.

Nel procedimento, a vario titolo, sono contestati i reati di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio e malversazione. Tra i soggetti coinvolti figura anche, secondo gli investigatori, un imprenditore residente in provincia di Viterbo titolare di una società con sede in Slovenia, che avrebbe fornito atti relativi a presunti progetti da sviluppare in Paesi europei e arabi.

L'operazione rientra, ha sottolineato la Guardia di Finanza, nelle attività di contrasto agli illeciti economico-finanziari e alle frodi ai danni delle risorse pubbliche, con particolare attenzione ai fondi del Pnrr. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari; nei confronti di tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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