Bologna · 20 Agosto 2026

Sun Donato, famiglie del Parker-Lennon chiedono di non ridurre il quartiere a poche voci

Un gruppo di almeno quaranta genitori contesta un servizio che descrive i residenti contrari al festival e chiede dati e pari visibilità

Sun Donato, famiglie del Parker-Lennon chiedono di non ridurre il quartiere a poche voci

Un gruppo composto da almeno quaranta genitori del quartiere Sun Donato, molti con due figli e proprietari di cani, contesta la rappresentazione secondo cui i residenti sarebbero contrari al festival Sun Donato, che anima il Giardino Parker-Lennon a partire dal 21 agosto.

In una lettera firmata da Alessandra Monaco a nome delle famiglie, i firmatari definiscono “parziale” il servizio pubblicato sul festival e sostengono che non rappresenti la posizione del quartiere. Nella missiva si afferma che le segnalazioni raccolte sarebbero state quattro e provenienti da altrettante persone con cani, e si chiede come un numero così limitato possa essere presentato come “la voce dei residenti” senza accertare quante famiglie, bambini e proprietari di animali vivano nella zona né ascoltare chi sostiene l’iniziativa.

Le famiglie ricordano gli anni difficili attraversati dal Parker-Lennon e dalla sua baracchina, segnando episodi di abbandono, risse e spaccio che, dicono, hanno spinto i residenti a chiedere riqualificazione, iniziative culturali e una presenza continuativa nel giardino. Secondo i firmatari, durante il Sun Donato le famiglie si ritrovano la sera “in un clima di pace e convivialità” e la frequentazione collettiva del parco contribuisce alla sicurezza: “I parchi vissuti sono più sicuri”, si legge nella lettera.

La lettera richiama inoltre un episodio grave che avrebbe coinvolto una giovane nella stessa zona, sottolineando che una presenza collettiva e continuativa nel parco non risolve ogni problema ma può ridurre l’isolamento e aumentare la possibilità di chiedere aiuto.

Alcuni membri del gruppo riferiscono di aver partecipato a un confronto con il capogruppo della Lega; Monaco avrebbe in quella sede ricordato la vicenda giudiziaria relativa ai 49 milioni di euro di rimborsi elettorali contestati al partito, osservando che la protesta non intende attribuire responsabilità personali agli esponenti locali ma rivendica il diritto dei cittadini a chiedere “coerenza politica”.

Tra le richieste avanzate dalle famiglie vi è il mantenimento del Sun Donato e la ripetizione delle iniziative: la proposta è di organizzare due appuntamenti ogni anno, aggiungendo alla tradizionale edizione estiva un festival primaverile. I firmatari citano la partecipazione dei cittadini al bilancio partecipativo e il presidio spontaneo degli spazi pubblici come elementi positivi già attivi in quartiere.

Sul fronte della sicurezza e dell’ordine pubblico, il gruppo chiede che le affermazioni relative a droga, consumo di alcol e altri presunti problemi siano accompagnate da dati attendibili e non presentate come fatti basati su una singola testimonianza. Le famiglie sollecitano inoltre pari visibilità per i sostenitori del festival e spiegazioni sui criteri adottati per il servizio, chiedendo quanti siano stati ascoltati e perché non siano state coinvolte le famiglie favorevoli; viene anche contestata la scelta di realizzare il servizio durante la settimana di Ferragosto.

I firmatari segnalano infine l’intenzione, al rientro dalle ferie, di raccogliere diverse centinaia di firme a sostegno del festival e della necessità di mantenere vivo il parco. Tra le scuole frequentate dai loro figli vengono citate Rocca, Gandusio, Chiostri, Gualandi, Giannettasio e Besta. Le famiglie invitano infine a considerare anche i rischi associati ai botti di Capodanno per gli animali.

La lettera è stata inviata dopo la pubblicazione del servizio sul Sun Donato e porta la firma di Alessandra Monaco a nome del gruppo di famiglie del quartiere.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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