A Bologna al Marconi GH Italia avvia la sperimentazione di esoscheletri per gli addetti ai bagagli
Dispositivi passivi in fibra di carbonio prodotti da Comau, certificati come DPI di categoria II; la prova coinvolge Rsu e Rls e potrebbe essere estesa ad altri aeroporti
La società di handling GH Italia ha avviato all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna una sperimentazione per l’impiego di esoscheletri destinati agli operatori impegnati nella movimentazione dei bagagli.
Si tratta di dispositivi in fibra di carbonio che si indossano come uno zaino, fissati al corpo tramite spallacci e cinghie imbottite, e collegati ad arti e fianchi per accompagnare i movimenti degli operatori durante le operazioni di sollevamento. I dispositivi utilizzati non hanno motori né batterie: sono esoscheletri passivi che funzionano con un sistema meccanico di molle e materiali elastici, accumulando energia nelle fasi di flessione e restituendola nella fase di rilascio.
Gli esoscheletri verranno impiegati dal personale che opera all’interno del Baggage Handling System (Bhs), il sistema di smistamento dei bagagli dove le valigie vengono trasferite dai nastri del check‑in sui carrellini destinati agli aeromobili. L’obiettivo indicato è ridurre il carico muscolare e favorire posture più corrette durante i movimenti ripetuti di sollevamento.
Secondo le stime del produttore, i dispositivi possono alleggerire fino al 50% il carico su braccia, spalle e schiena; tale valore dovrà tuttavia essere verificato nella concreta attività lavorativa nel corso della fase sperimentale. I modelli sono regolabili per adattarsi alle caratteristiche fisiche dei singoli operatori e la dotazione fornita da GH Italia è sufficiente a coprire le esigenze di un intero team per ciascun turno di lavoro.
L’esoscheletro impiegato è prodotto da Comau e risulta certificato come dispositivo di protezione individuale di categoria II, secondo la normativa europea. La sperimentazione coinvolgerà anche le Rsu e gli Rls, per valutare l’effettiva utilità dei dispositivi nelle condizioni quotidiane di lavoro e i loro effetti sull’affaticamento degli operatori.
GH Italia ha scelto l’aeroporto di Bologna come primo scalo italiano per questo test: la società, attiva nei servizi di assistenza a terra e movimentazione dei bagagli e collaboratrice di oltre cento compagnie aeree, prevede che in caso di esito positivo la sperimentazione venga estesa progressivamente agli altri aeroporti italiani in cui opera.
La notizia è stata pubblicata il 29 ottobre 2026 dalla Redazione.