Sciopero generale, mattinata di blocchi in quattro licei bolognesi
Copernico, Laura Bassi, Sabin e Galvani interessati da presidi e impedimenti agli ingressi nella giornata del 30 ottobre 2026
La giornata dello sciopero generale del 30 ottobre 2026 ha coinvolto anche le scuole superiori di Bologna. Dalle prime ore della mattina quattro istituti risultavano interessati da blocchi studenteschi: il liceo Copernico, il Laura Bassi, il Sabin e il Galvani, con ripercussioni sul regolare svolgimento delle lezioni.
Il Copernico, in via Garavaglia, era già stato teatro di una mobilitazione il 22 ottobre, quando gli studenti avevano chiuso gli accessi con catene e posizionato cassonetti davanti ai cancelli; in quell'occasione erano intervenuti i vigili del fuoco e le lezioni erano state sospese per l'intera giornata. Al Laura Bassi la mobilitazione era iniziata il 13 ottobre con l'occupazione della succursale di via Broccaindosso, una delle prime iniziative studentesche dell'anno.
Anche il Sabin era stato interessato nei giorni scorsi da blocchi che avevano avuto ripercussioni sulla circolazione in via Matteotti, mentre le iniziative al Galvani avevano coinvolto la succursale di via Don Minzoni. Il 24 ottobre gli studenti avevano nuovamente bloccato gli ingressi di Copernico, Sabin e Galvani, insieme al Minghetti, per poi convergere verso il Copernico e tenere un'assemblea sull'organizzazione delle successive azioni.
La mobilitazione bolognese è iniziata a metà ottobre con l'occupazione del Laura Bassi e si è estesa a diversi istituti, tra cui il Rosa Luxemburg, il Minghetti e il Belluzzi-Fioravanti. Al Belluzzi-Fioravanti si è tenuto anche un incontro tra una delegazione di studenti, il sindaco Matteo Lepore e l'assessora regionale alla Scuola Isabella Conti; tra i temi affrontati figuravano le condizioni strutturali dell'istituto, il costo dei libri, i trasporti pubblici, il caro vita e le prospettive per le nuove generazioni.
I collettivi studenteschi indicano motivazioni che intrecciano rivendicazioni scolastiche e questioni sociali: il caro vita, l'aumento dei costi dell'istruzione, la mancanza di spazi di socialità, le condizioni degli edifici scolastici e la richiesta di maggiori investimenti nella scuola pubblica. Vengono inoltre contestate quelle che gli studenti definiscono politiche di militarizzazione e le scelte connesse alla guerra, insieme alla rivendicazione del diritto di organizzarsi e manifestare.
Lo sciopero generale è stato proclamato da USB e da altre organizzazioni sindacali di base; per la scuola è stato inoltre indetto uno sciopero regionale dai Cobas Scuola Emilia-Romagna, come comunicato dall'Ufficio scolastico territoriale di Bologna. A Bologna il concentramento principale è previsto per le 9.30 in piazza Maggiore, da dove è annunciata una partenza del corteo verso piazza Lucio Dalla, sotto la tettoia Nervi. Gli studenti avevano anche indicato diversi punti di ritrovo: alle 8.30 davanti al teatro Testoni, alle 9 a porta San Donato e, per gli universitari, un concentramento alle 9 in via Zamboni 33.
La situazione nelle scuole resta in evoluzione: ai quattro blocchi segnalati nelle prime ore potrebbero aggiungersi altri presidi e non è ancora disponibile un quadro complessivo delle lezioni sospese o delle adesioni negli altri istituti.