Bologna · 29 Ottobre 2026

Via Zoccoli, il Tar: lo stradello è pubblico e il ripristino spetta al Comune

La sentenza interviene dopo l’alluvione del 19 ottobre 2024; opposizione critica la gestione dell’amministrazione Lepore

Via Zoccoli, il Tar: lo stradello è pubblico e il ripristino spetta al Comune
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso dei residenti di via Zoccoli, riconoscendo la natura pubblica dello stradello danneggiato dall’alluvione del 19 ottobre 2024 e attribuendo al Comune la responsabilità degli interventi di ripristino. La notizia è stata riportata da ÈTv-Rete7.

L’esondazione del torrente Ravone nell’ottobre 2024 aveva compromesso la percorribilità dello stradello, che serve diversi edifici residenziali e accessi a garage. Per circa due anni numerosi residenti, compresi alcuni condomini con accesso da via Saragozza, hanno subito difficoltà nell’utilizzo delle autorimesse e dei posti auto.

Al centro della controversia c’era il muro di contenimento dello stradello e la determinazione su chi dovesse sostenere i lavori necessari. Nell’agosto 2025 il Comune aveva emesso un’ordinanza che obbligava i condomini di via Zoccoli 15 e 17 a procedere con gli interventi, prevedendo la possibilità per l’amministrazione di eseguire i lavori e addebitare le spese in caso di inadempienza.

I residenti, assistiti dall’avvocato Giovanni Govi, avevano impugnato l’ordinanza davanti al Tar ottenendone inizialmente la sospensione, sospensione poi confermata dal Consiglio di Stato. Con il nuovo pronunciamento il Tar ha invece riconosciuto la titolarità pubblica dello stradello e attribuito al Comune l’onere del ripristino.

La decisione ha suscitato dure reazioni dall’opposizione. Gabriele Giordani, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, insieme ai consiglieri di quartiere Porto-Saragozza Enrico Cevolani, Annamaria Cesari e Beatrice Rinaldi, ha dichiarato che «a due anni dall’alluvione arriva l’ennesima sentenza contro il Comune di Bologna» e ha criticato l’amministrazione per non essere intervenuta prima evitando il contenzioso.

Anche il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Matteo Di Benedetto, ha definito la sentenza una nuova sconfitta giudiziaria per la giunta Lepore, rilevando come la questione del carattere pubblico del collegamento apparisse chiara e denunciando i costi del contenzioso a carico della collettività. Di Benedetto ha richiamato inoltre la presenza di parcheggi a pagamento nell’area come elemento che a suo avviso confermerebbe l’uso pubblico del tratto.

Lo stradello coinvolto è lungo all’incirca cento metri. In precedenza il costo degli interventi era stato stimato in una cifra compresa tra 100.000 e 150.000 euro. Il Comune aveva sostenuto che il muro presentasse criticità strutturali anteriori all’alluvione e che la manutenzione spettasse ai proprietari, inoltre aveva riferito di aver proposto una soluzione per anticipare gli interventi senza poter però procedere autonomamente sull’area.

Con la pronuncia del Tar la controversia si sposta dunque sui tempi e sulle modalità per restituire ai residenti la piena accessibilità dello stradello. Al momento non è nota la posizione ufficiale di Palazzo d’Accursio né se l’amministrazione intenda impugnare la decisione; l’opposizione ha annunciato che vigilerà sull’esecuzione dei lavori. Per le famiglie coinvolte la priorità rimane poter riutilizzare normalmente la strada, i garage e gli accessi alle abitazioni.

Fonte: Raccontiamo Bologna

Torna a Bologna