Bologna · 28 Ottobre 2026

Infermiere aggredito alla camera calda del Sant’Orsola nella notte tra il 27 e il 28 ottobre

Il personale del Pronto soccorso è intervenuto, la Questura ha avviato accertamenti; sindacato e amministrazione chiedono misure di prevenzione

Infermiere aggredito alla camera calda del Sant’Orsola nella notte tra il 27 e il 28 ottobre
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre un paziente si è scagliato contro il personale del Pronto soccorso del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. L’aggressione è avvenuta nella cosiddetta «camera calda», l’area di arrivo delle ambulanze; per ripristinare la sicurezza e avviare gli accertamenti sono intervenute le forze dell’ordine.

Un infermiere ha parato un calcio con il braccio ed è stato poi colpito al collo. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili in cinque giorni.

L’Azienda ospedaliera Sant’Orsola ha espresso «la più ferma condanna» per l’accaduto, manifestando vicinanza e solidarietà all’infermiere e assicurando il massimo supporto per una pronta guarigione.

La Cisl Fp, che ha diffuso la ricostruzione dell’episodio, ha sottolineato che «gli operatori sanitari non possono essere lasciati soli ad affrontare situazioni di questo tipo» e ha chiesto un confronto per individuare interventi strutturali e condivisi, tra cui formazione, protocolli operativi chiari e supporto tempestivo nelle emergenze. Il sindacato ha aggiunto che «non bastano la solidarietà e la condanna dopo ogni episodio: servono prevenzione, organizzazione e responsabilità» e ha richiamato la necessità di tutelare la sicurezza degli operatori come parte integrante della sicurezza dei pazienti.

Sull’episodio è intervenuto anche l’assessore regionale alla salute, Massimo Fabi, a margine di un convegno al Tecnopolo di Bologna. Fabi ha parlato del servizio sanitario come «il più grande bene comune che abbiamo» e ha richiamato gli investimenti realizzati negli ultimi dieci anni nelle aziende sanitarie per promuovere percorsi di sicurezza, citando collegamenti con le Prefetture, posti di polizia nelle strutture più critiche, interventi di videosorveglianza e formazione continua degli operatori.

Il 17 marzo 2025 è stato sottoscritto un protocollo tra Questura, Ausl, Sant’Orsola e Rizzoli che prevede un sistema di allerta con pulsanti rossi azionabili dal personale sanitario e collegati alla Centrale operativa della Questura. Il meccanismo è pensato per segnalare il punto preciso della richiesta di aiuto e inviare avvisi alle guardie giurate, ai posti di polizia ospedalieri e alle centrali di monitoraggio, oltre a mettere a disposizione collegamenti interfono per comunicazioni dirette.

Dopo l’aggressione, i consiglieri comunali di Forza Italia Nicola Stanzani e Giulio Venturi hanno proposto di portare la polizia locale nei pronto soccorso di Bologna, con presidi soprattutto nelle ore notturne e nei fine settimana. In una nota hanno scritto che «è inaccettabile che chi si prende cura della salute dei cittadini debba temere per la propria incolumità mentre è al lavoro» e hanno sollecitato la Giunta comunale a intervenire sulla sicurezza del personale sanitario.

I due consiglieri hanno richiamato un ordine del giorno, a prima firma Toschi e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, che chiedeva l’istituzione di una task force con aziende sanitarie, sindacati, ordini professionali, servizi e associazioni di volontariato, e hanno chiesto al Comune di dare piena attuazione alla proposta, valutando anche la costituzione di parte civile nei procedimenti giudiziari relativi ad aggressioni al personale sanitario in servizio.

«Medici e infermieri non possono continuare a essere lasciati soli», hanno concluso Stanzani e Venturi, ricordando il carattere usurante e psicologicamente gravoso del lavoro e la necessità di misure di protezione per il personale.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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