Bologna · 27 Ottobre 2026

Morte di Abderrahim Fakir: nelle bodycam le frasi registrate durante i soccorsi al Pilastro

Le trascrizioni depositate alla Procura di Bologna ricostruiscono gli ultimi minuti di vita del 42enne, con urla di aiuto, l'uso dello spray e parole dei poliziotti durante la rianimazione

Morte di Abderrahim Fakir: nelle bodycam le frasi registrate durante i soccorsi al Pilastro
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Le bodycam degli agenti intervenuti il 19 luglio nel cortile di via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna, hanno registrato conversazioni e i momenti dei soccorsi a Abderrahim Fakir, 42enne marocchino che è morto dopo essere stato immobilizzato a terra. Le registrazioni e le relative trascrizioni sono riportate nella perizia medico‑legale depositata alla Procura di Bologna.

Nei filmati si documentano le urla di aiuto di Fakir durante la colluttazione — riportate come "Ahia… Ahia… aiuto… aiuto… aiuto" — l'utilizzo dello spray urticante al minuto 1:33 e le difficoltà incontrate dagli agenti nell'ammanettamento, con le manette poste dietro la schiena e le gambe vincolate con fasce in velcro.

Nel corso delle registrazioni emergono frasi pronunciate dagli agenti mentre i soccorritori cercano di verificare i parametri vitali e di rianimare l'uomo. Tra le espressioni trascritte compaiono: "È schiattato, ah", "C.. me ne frega a me" e, durante la rianimazione, "Se schiatta ci divertiamo". In quel frangente i sanitari si alternavano nel massaggio cardiaco; il defibrillatore non ha consigliato la scarica.

Secondo quanto riportato nella perizia e nelle registrazioni, inizialmente un soccorritore riferisce al telefono che Fakir è incosciente e ha gli occhi rivolti all'indietro; successivamente, all'arrivo dell'automedica, un sanitario comunica che il paziente aveva un polso molto debole ed è poi andato in arresto cardiaco. Il medico intervenuto dichiara: "È proprio asistolico". La morte viene constatata alle 12.57.

Nella relazione dei consulenti incaricati dalla Procura sono esaminati più fattori potenzialmente rilevanti per la dinamica del decesso, tra cui l'assunzione di cocaina, il forte stato di agitazione e la posizione prona nella quale Fakir è stato immobilizzato. Le conversazioni registrate dalle bodycam non chiariscono da sole eventuali responsabilità, ma integrano la ricostruzione degli ultimi minuti di vita dell'uomo.

A commentare gli esiti della perizia è l'avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti intervenuti, che definisce la relazione dei consulenti utile a chiarire le cause del decesso e richiama l'intossicazione acuta da cocaina come elemento determinante, sostenendo che l'azione degli agenti sia stata "assolutamente non violenta, assolutamente congruente e assolutamente contenuta nei tempi". Bordoni definisce inoltre "assolutamente indelicata" la frase "Se schiatta ci divertiamo", interpretandola come un riferimento alle conseguenze giudiziarie per gli agenti.

L'avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari di Fakir, reagisce duramente alle frasi riportate dalle bodycam, definendo il comportamento degli agenti «profondamente disumano» e sottolineando che una divisa dello Stato impone il dovere di tutelare la vita e la dignità delle persone. Anselmo chiede una presa di posizione al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e afferma che «la giustizia farà il suo corso nell'accertamento delle responsabilità per la morte di Abderrahim Fakir».

Le trascrizioni e i filmati della bodycam, insieme alla perizia medico‑legale, sono ora agli atti della Procura di Bologna e costituiscono elementi della ricostruzione investigativa sui fatti avvenuti il 19 luglio.

Fonte: Raccontiamo Bologna

Torna a Bologna