Bologna · 26 Ottobre 2026

Bologna firma il ricorso contro lo 'Stabilicum': in Corte d'Appello circa cento sottoscrittori

L'iniziativa, promossa dalla Rete per un voto libero e uguale e presente in 26 città, contesta otto profili di incostituzionalità della nuova legge elettorale

Bologna firma il ricorso contro lo 'Stabilicum': in Corte d'Appello circa cento sottoscrittori
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

A Bologna è stato depositato in Corte d'Appello un ricorso contro la nuova legge elettorale, noto come "Stabilicum", sottoscritto da circa cento persone. L'iniziativa locale fa parte di una mobilitazione nazionale promossa dalla Rete per un voto libero e uguale, coordinata da Roberto Zaccaria, che coinvolge in tutto 26 città italiane.

Tra i firmatari bolognesi sono indicati la vicesindaca Emily Clancy, le delegate del sindaco Giulia Sarti ed Erika Capasso, l'assessore regionale Giovanni Paglia e la presidente di Arci Bologna, Rossella Vigneri. A livello nazionale, i promotori segnalano anche adesioni di figure come Romano Prodi e Pierluigi Bersani.

I ricorrenti individuano otto profili di presunta incostituzionalità della riforma. Le contestazioni riguardano, tra gli altri aspetti, il premio di maggioranza di 70 seggi, le liste bloccate e il meccanismo dei capilista bloccati, i criteri di ripartizione dei seggi e il premio nazionale al Senato, l'equilibrio nella rappresentanza di genere, l'indicazione obbligatoria del candidato premier e l'aumento delle firme necessarie per presentare le liste.

L'avvocato Mauro Sentimenti, componente del collegio difensivo che ha redatto il ricorso, ha illustrato le ragioni dell'iniziativa e ha definito il premio di maggioranza da 70 seggi come "un sequestro di 8 milioni di voti". Sentimenti ha inoltre richiamato l'urgenza dei tempi, stimando che i tempi per questo tipo di ricorso siano "molto brevi, una cinquantina di giorni", e auspicando un pronunciamento della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni.

I promotori sollevano anche preoccupazioni sul piano della rappresentanza di genere: secondo il ricorso la nuova disciplina eliminerebbe per i capilista la regola del 60% per un genere, con il rischio di favorire candidature maschili nelle posizioni più eleggibili. Barbara Spinelli ha denunciato che la riforma aggraverebbe la sottorappresentazione femminile, e la vicesindaca Emily Clancy ha sottolineato che avere un premier donna "non basta", collegando la questione alla linea politica della maggioranza.

Il giurista Gianluca Passarelli ha definito lo Stabilicum una "legge Frankenstein". Un altro elemento evidenziato dai ricorrenti riguarda l'aumento delle sottoscrizioni richieste per concorrere alle elezioni: Sentimenti ha indicato una necessità stimata tra 6.000 e 7.000 firme per ciascun collegio, per un totale che sul territorio nazionale potrebbe avvicinarsi alle 500.000 sottoscrizioni.

I promotori chiedono che i magistrati valutino la rilevanza delle questioni sollevate e l'eventuale trasmissione alla Corte costituzionale. La priorità indicata dai ricorrenti è ottenere un chiarimento sulla legittimità della riforma prima del prossimo appuntamento elettorale; tuttavia, il deposito del ricorso non comporta automaticamente la sospensione della legge né impedisce lo svolgimento delle elezioni.

Il ricorso è stato reso noto nel contesto di una mobilitazione nazionale che mira a sollevare davanti alla magistratura le questioni ritenute incostituzionali e a ottenere una decisione della Corte nei tempi ritenuti utili dai promotori. (Fonte: Raccontiamo Bologna, pubblicato il 26 ottobre 2026)

Fonte: Raccontiamo Bologna

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