Bologna · 22 Ottobre 2026

Studenti in corteo da via Zamboni alla Regione per le borse di studio negate

La mobilitazione di Cambiare Rotta parte giovedì 22 ottobre alle 17.30 dalla tendata in via Zamboni 33: richieste rivolte a presidente de Pascale e all’assessore Paglia

Studenti in corteo da via Zamboni alla Regione per le borse di studio negate
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Un corteo promosso dal collettivo Cambiare Rotta è partito giovedì 22 ottobre 2026, alle 17.30, dalla tendata di via Zamboni 33 con destinazione la sede della Regione Emilia-Romagna. La manifestazione, partita dal Rettorato, chiede risposte sulle borse di studio e denuncia le difficoltà legate al caro vita.

Il collettivo ha rivolto le proprie richieste al presidente della Regione, Michele de Pascale, e all’assessore Paglia: "Vogliamo risposte", recita il richiamo alla mobilitazione. Al centro della protesta c’è l’esclusione dalle borse di studio segnalata da studenti e studentesse che hanno effettuato un passaggio di corso.

Secondo quanto riferito da Cambiare Rotta, i criteri di merito di Er.Go avrebbero escluso dall’idoneità chi ha cambiato percorso nonostante gli esami sostenuti. In relazione a questa situazione il collettivo parla di «un cavillo burocratico [che] taglia fuori studenti e studentesse che scelgono di fare passaggi di corso» e ha aggiunto al presidio davanti al Rettorato una nuova tenda simbolo della contestazione.

La protesta collega le rivendicazioni sulle borse di studio al tema del costo della vita: «Carovita, carostudi, caroaffitto, bollette non sono spese che gli studenti e le studentesse possono permettersi», scrive Cambiare Rotta nella nota che ha lanciato la mobilitazione.

Il collettivo dichiara di aver ottenuto un incontro pubblico con l’Alma Mater mercoledì 21 ottobre alla tendata per portare le istanze su borse e diritto allo studio. La mobilitazione intreccia inoltre critiche alle politiche del Governo Meloni, accusato dal gruppo di aumentare la spesa militare e di tagliare quella sociale, e una censura alle istituzioni locali definite «infermi e incapaci di intervenire per garantire il diritto allo studio».

Il corteo verso la Regione è stato presentato come un nuovo appuntamento della protesta che guarda allo sciopero generale del 30 ottobre. Lo slogan scelto dal collettivo per le iniziative è: «La guerra non la paghiamo».

Fonte: Raccontiamo Bologna

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