Bologna · 22 Ottobre 2026

Bologna, quattro presunti promotori identificati dopo gli scontri alla stazione

La Questura indaga sugli eventi del 17 ottobre: circa 50 persone identificate, cinque arresti e sette denunce; nuova mobilitazione segnalata per il 24 ottobre

Bologna, quattro presunti promotori identificati dopo gli scontri alla stazione
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La Questura di Bologna ha individuato quattro persone considerate presunti promotori del corteo non autorizzato che ha dato luogo agli scontri davanti alla stazione centrale la sera di sabato 17 ottobre. I quattro, riconducibili agli ambienti dei collettivi studenteschi e dei centri sociali secondo quanto emerso, sono stati segnalati per violazioni relative al preavviso delle manifestazioni disciplinate dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), in particolare dagli articoli 18 e 19.

Gli accertamenti proseguono: complessivamente sono circa cinquanta le persone finora identificate nell'ambito delle indagini sulla giornata di violenze. Sono stati eseguiti cinque arresti, già sottoposti a convalida, e sette denunce a piede libero. Tra le misure cautelari applicate figurano l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e la permanenza domiciliare.

Secondo la ricostruzione emersa finora, la mobilitazione sarebbe partita dalla manifestazione regolarmente preavvisata in piazza Minghetti, denominata "Bologna in piazza" e organizzata contro il carovita, dalla quale alcuni gruppi avrebbero poi dato vita a un corteo autonomo senza il previsto preavviso. Il corteo si è spostato verso la stazione centrale e in piazza Medaglie d'Oro si sono verificati scontri tra una parte dei manifestanti — tra cui, si segnala, numerosi giovanissimi — e i reparti di polizia schierati a protezione dell'area.

Durante gli incidenti sono stati lanciati sampietrini e biciclette del servizio di bike sharing contro gli agenti, che hanno risposto anche con l'uso di lacrimogeni. La zona della stazione ha riportato danneggiamenti: vetrine infrante e cassonetti incendiati, oltre ad altri danneggiamenti documentati nelle immagini raccolte.

Le indagini sono condotte su due fronti: da un lato l'individuazione di chi avrebbe organizzato la mobilitazione senza preavviso; dall'altro l'identificazione dei responsabili delle violenze e dei danneggiamenti. Per questo ultimo aspetto gli investigatori stanno esaminando filmati delle telecamere di videosorveglianza e immagini registrate durante gli scontri, al fine di ricostruire dinamica e responsabilità individuali.

Intanto è stata annunciata una nuova giornata di mobilitazione per sabato 24 ottobre: il Movimento 17 ottobre ha rilanciato l’iniziativa a livello nazionale con un appello in cui invita alla partecipazione su temi quali il carovita, i salari e l’accesso ai servizi pubblici. Le forze dell'ordine stanno valutando i profili di rischio in vista della data, sottolineando che la partecipazione a una manifestazione non equivale a responsabilità per eventuali atti di violenza.

Parallelamente, la Questura e le altre forze dell'ordine hanno alzato la soglia di attenzione per la sicurezza nelle scuole dopo la circolazione di messaggi minacciosi nelle chat di studenti di vari istituti di Bologna e provincia. Le comunicazioni, che annunciavano presunte aggressioni sessuali, spedizioni razziste e incursioni violente, hanno riguardato istituti tra cui il Giordano Bruno di Budrio, il Keynes di Castel Maggiore, le Aldini, il Mattei, il Sabin e l'Aldrovandi Rubbiani; particolare attenzione è stata riservata anche agli istituti occupati, tra cui il Luxemburg.

I controlli, con presidi e personale anche in borghese agli ingressi scolastici, non hanno finora rilevato riscontri concreti che confermino le minacce, che allo stato vengono ritenute prive di fondamento. La polizia postale continua però gli accertamenti per individuare gli autori dei messaggi e ricostruirne la diffusione.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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