Bologna · 20 Ottobre 2026

Incidente sul raccordo R43 a Sasso Marconi: morto il colonnello della Guardia di finanza Marco Sorrentino

L’ufficiale, 50 anni e in servizio allo Scico, è deceduto in uno scontro frontale; due colleghi sono rimasti feriti non in modo grave. La polizia stradale sta ricostruendo la dinamica.

Incidente sul raccordo R43 a Sasso Marconi: morto il colonnello della Guardia di finanza Marco Sorrentino
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

È il colonnello della Guardia di finanza Marco Sorrentino, 50 anni, in servizio allo Scico (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata), la vittima dell’incidente avvenuto intorno alle 11.30 sul raccordo R43 di Sasso Marconi.

L’ufficiale viaggiava con altri due finanzieri, rimasti feriti non in modo grave. L’auto sulla quale si trovavano è rimasta coinvolta in un frontale con un’altra vettura. Sul posto è intervenuta la polizia stradale, che sta svolgendo gli accertamenti per ricostruire la dinamica.

La Guardia di finanza, attraverso i propri canali social, ha espresso il cordoglio per la morte del colonnello. "Il comandante generale, a nome di tutte le donne e gli uomini della Guardia di finanza, esprime profondo cordoglio ai familiari" dell’ufficiale, "prematuramente scomparso in servizio a causa di un incidente stradale". "Un commosso abbraccio – prosegue il messaggio – va ai familiari del rimpianto collega, con immensa gratitudine per aver sempre servito il Paese con onore e senso delle Istituzioni".

"Il nostro pensiero è rivolto anche agli altri colleghi coinvolti, ai quali auguriamo una pronta guarigione e rinnoviamo il nostro affettuoso sostegno, con l'auspicio di poterli presto riabbracciare", ha aggiunto la Guardia di finanza.

Nel corso della sua carriera, come ricordato da organi di informazione, Sorrentino aveva guidato il Gico di Roma e partecipato a indagini quali Apogeo contro il clan Spada, le operazioni denominate Brasile low cost e Raccordo criminale e agli accertamenti sul clan Senese. Secondo quanto riportato, la sua attività ha contribuito a ricostruire i percorsi del denaro illecito, dal suo accumulo al trasferimento e al reinvestimento nell’economia.

L’associazione Libera ha espresso vicinanza alla famiglia e ai colleghi e ha ricordato la disponibilità del colonnello al dialogo con la società civile e la partecipazione a incontri pubblici sulle infiltrazioni mafiose nell’economia romana. "Ma ricordiamo anche l’uomo e il servitore dello Stato: un ufficiale che ha sempre unito rigore e senso del dovere a una grande attenzione al confronto con la società civile", ha dichiarato Gianpiero Cioffredi, coreferente di Libera Lazio. "Ci sentiamo debitori della disponibilità nei confronti di Libera e porteremo nel nostro impegno e nei nostri cuori il suo insegnamento".

Fonte: Raccontiamo Bologna

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