Benevento · 06 Ottobre 2026

Oreste Vigorito a 80 anni: «Non un traguardo, ma una tappa». Ricordi, scelte e progetti per il Benevento

Il presidente parla della festa privata, della perdita del fratello Ciro, delle scelte tecniche e del futuro dello stadio e del vivaio giallorosso

Oreste Vigorito a 80 anni: «Non un traguardo, ma una tappa». Ricordi, scelte e progetti per il Benevento
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Oreste Vigorito ha definito gli 80 anni "non un traguardo, ma una tappa", ringraziando chi gli ha mandato gli auguri e ricordando la sua preferenza per una celebrazione riservata. Ha raccontato di aver trascorso il compleanno in montagna, da solo, poi in famiglia per cena organizzata dalle figlie, e di aver seguito la partita con il Frosinone in viaggio con un panino.

Nel corso dell'intervento ha ripercorso i passaggi più significativi della sua presidenza, ricordando la scomparsa del fratello Ciro nell'ottobre 2010 e il motivo che lo spinse a restare alla guida del club: la responsabilità verso il progetto condiviso con il fratello e l'affetto della città. Ha ammesso di aver commesso errori nella gestione della prima esperienza in Serie A, soprattutto sul mercato, ma ha sottolineato come l'attaccamento dei tifosi e la volontà di non abbandonare la società lo abbiano convinto a proseguire.

Sui momenti tecnici più rilevanti ha ricordato nomi e scelte: l'affidamento a De Zerbi in un periodo difficile, l'apporto di giocatori come Sagna e Diabaté, le difficoltà del ritorno in Serie A e le scelte successive per tornare a competere. Ha spiegato come alcune decisioni tecniche e ricomposizioni di rosa abbiano influito sui rendimenti, citando episodi legati a esoneri e reintegrazioni.

Vigorito ha poi illustrato il progetto sportivo: l'obiettivo di costruire una squadra composta in larga parte da giovani del vivaio (ha evocato la quota del 70%) integrati da pochi elementi di esperienza provenienti dalla Serie A. Ha elogiato il lavoro di figure come Carli, indicandolo come esempio di chi valorizza il settore giovanile, e ha citato alcuni ragazzi cresciuti nel percorso del Benevento, tra cui Prisco, Talia, Perlingieri, Viscardi e Carfora.

Sulla gestione degli abbonamenti ha spiegato la politica dei prezzi: livelli «un po' più alti di chi lotta per non retrocedere e un po' più bassi di chi punta alla vittoria», con uno sconto per la provincia che rappresenta circa il 30% degli abbonati. Ha evidenziato le difficoltà logistiche per i tifosi della provincia e suggerito l'aggregazione di più comuni per facilitare gli spostamenti verso lo stadio.

Riguardo allo stadio Ciro Vigorito lo ha definito «uno dei più belli d'Italia» ma bisognoso di un restyling. Ha richiamato i limiti legati alle norme antisismiche dell'epoca di costruzione e ha spiegato che un intervento esteso, come una copertura totale, richiederebbe un lungo iter progettuale e autorizzativo. Ha ricordato inoltre un finanziamento ottenuto dal sindaco Clemente Mastella dalla Regione per la copertura della tribuna centrale e ha detto di aver presentato una proposta di convenzione su cui permangono valutazioni economiche con il Comune.

Infine ha ribadito l'importanza del vivaio e del progetto scuola-giovani: il club ha una folta rosa di giovani in convitto, mira a far crescere calciatori non solo per il Benevento ma anche per altre società, e si propone di puntare su giocatori che siano prima di tutto uomini oltre che bravi tecnicamente.

Le dichiarazioni sono state rilasciate durante la trasmissione OttoGol su OttoChannel, alla ripresa dell'attività dopo la pausa per le Nazionali e poco prima della partita contro il Cesena.

Fonte: Raccontiamo Benevento

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