Benevento Domani risponde all’assessore Razzano: contestati oneri fiscali e scelte sui servizi
L’associazione critica la lettura dei conti comunali, denuncia «cittadini tartassati» e segnala rischi legati ad acqua, parcheggi e mensa scolastica
L’Associazione Benevento Domani ha risposto alla ricostruzione finanziaria proposta dall’assessore Razzano, sostenendo che le affermazioni dell’Amministrazione non colgano alcuni punti chiave della situazione economica cittadina.
Il primo nodo richiamato è il dissesto, dichiarato nel 2017: secondo l’associazione esso separa i crediti e i debiti fino al 31 dicembre 2016 dalle gestioni successive e resta gestito dall’OSL, citando la delibera n. 2787 del 30 luglio 2026. Benevento Domani contesta inoltre l’uso di confronti tra dati del 2016 e alcune voci del Conto Consuntivo 2025, richiamando la pagina 66 del documento e osservando che il dato citato dall’assessore non sarebbe coerente con i principi della finanza pubblica.
Sul fronte della pressione fiscale, l’associazione ribadisce che dal 2017 i cittadini hanno subito tassazioni ai livelli massimi. Fa notare come il bilancio 2025 registri uno squilibrio di 1,9 milioni sulla gestione di competenza nonostante imposte e tasse «al tetto», richiamando la pagina 57 del bilancio.
Per quanto riguarda il «ciclo integrato delle acque», Benevento Domani segnala che il recente parere della Corte dei conti, unito a precedenti rilievi del 2025, alimenta l’idea di una prevalenza del privato nella società mista in formazione. L’associazione riferisce che la società ha già un CdA e attende l’adesione di 75 Comuni, con un appaltatore-finanziatore che, secondo il PEF citato, trasferirebbe costi in bolletta.
Sulla gestione delle strisce blu, la nota sottolinea l’allungamento della durata da 10 a 15 anni basato su una determina dirigenziale del 2023 e riporta stime (cfr. PEF) che prospettano un utile lordo tra i 13 e i 14 milioni su ricavi stimati in 30 milioni, con costi compresi tra i 15 e i 16 milioni tra ratei d’investimento e spese correnti.
Benevento Domani definisce il ricorso al project financing «senza logos» e segnala presunte anomalie procedurali, proponendo che una gestione diretta dell’ente — tramite un affidamento in house ad ASIA o una società mista — avrebbe potuto garantire risultati migliori per le casse comunali rispetto all’aggio indicato di 110 mila euro annui. Nella nota si ipotizza anche una tariffazione delle strisce blu tra 50 centesimi e 1 euro l’ora se il pubblico avesse perseguito solo finalità di utilità sociale.
Riguardo alla mensa scolastica, l’associazione denuncia un appalto di sette anni per circa mille pasti al giorno, a fronte di oltre duemila aventi diritto, con le famiglie che coprirebbero circa il 60% dei costi rispetto a un minimo stimato del 36%.
Benevento Domani richiama infine l’ombra dei «debiti latenti» per 65 milioni esclusi dal Piano di risanamento dell’OSL e segnala che il 31 agosto sono scaduti i termini per 41 milioni di opere finanziate con PNRR e altri fondi (tra cui Torre-Sala, Lucarelli, ex Malies): secondo la nota, i cantieri non sono conclusi e gli obiettivi PNRR non risultano raggiunti, con ricadute su studenti e famiglie.
La nota si conclude con la disponibilità dell’associazione a confrontarsi, proponendo che all’incontro partecipino anche esponenti di OSL, Sannio Acque e Bemobi, e con un riferimento al passaggio di consegne con l’ex assessore Serluca.
Tutti i rilievi e i numeri citati nella replica sono tratti dalla nota inviata dall’Associazione Benevento Domani e dagli atti di bilancio e piani citati nella stessa.