Affidamento del servizio idrico a Sannio Acque: Ciaburri (FdI) chiede chiarimenti per i Comuni del Sannio
Il responsabile FdI per l’area Titerno‑Telesina solleva dubbi su tariffe, controllo pubblico e tutele per i territori montani dopo il decreto che assegna a Sannio Acque la gestione per 27 anni
Gianmaria Ciaburri, responsabile di Fratelli d’Italia per l’area Titerno‑Telesina, ha diffuso una nota in cui commenta la decisione regionale che, secondo la comunicazione, tramite un decreto firmato dal presidente Roberto Fico affida a Sannio Acque la gestione del servizio idrico integrato nell’ambito sannita per 27 anni.
Nella nota Ciaburri ricorda la diversità delle situazioni presenti sul territorio: 31 Comuni sono serviti da Alto Calore Servizi S.p.A., 21 da Gesesa e 26 gestiscono il servizio in autonomia. Da qui la richiesta di chiarire se e come i Comuni della Valle del Titerno dovranno confluire nel nuovo assetto e a quali condizioni.
Il rappresentante di FdI chiede trasparenza, controllo pubblico e sostenibilità economica nella gestione di un bene essenziale come l’acqua. Sottolinea inoltre la necessità di tenere conto delle caratteristiche dei Comuni montani e delle loro specifiche esigenze infrastrutturali, per evitare che eventuali maggiori costi ricadano sulle famiglie.
Ciaburri sollecita i sindaci a informare i cittadini sui punti ritenuti essenziali: obblighi derivanti dalla nuova organizzazione, margini di scelta per i singoli Comuni, possibili variazioni tariffarie, investimenti previsti su reti e depurazione, garanzie per i territori montani e strumenti di controllo a disposizione delle amministrazioni locali.
Nella nota viene inoltre auspicata la massima trasparenza e la partecipazione dei cittadini, delle associazioni e delle forze politiche: Ciaburri, residente a Cerreto Sannita, avverte che, qualora emergessero in futuro aumenti ingiustificati delle tariffe o decisioni penalizzanti per le famiglie, si potrebbero attivare «tutti gli strumenti democratici a disposizione dei cittadini, compresa una petizione popolare e ogni altra forma di mobilitazione civile e istituzionale», come riportato nella dichiarazione.
L’appello conclusivo della nota richiama l’esigenza di un confronto pubblico e documentato prima dell’adozione di decisioni ritenute difficilmente reversibili, ribadendo che l’acqua è un servizio essenziale da gestire nell’interesse della collettività.