“Eternità” al Teatro Romano di Benevento: musica, danza e memoria con sessanta giovani
La settima edizione, promossa da Carmen Castiello, ha animato il sito archeologico durante le Giornate Europee del Patrimonio
La manifestazione "Eternità", giunta alla settima edizione a cura di Carmen Castiello, si è svolta nel weekend scorso nell'Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
La prima parte, intitolata "Dove il vento incontra la terra", si è aperta al tramonto di sabato con il racconto "L’amore non conosce povertà", tratto da Canne al Vento di Grazia Deledda. Il concerto-narrativo, prodotto da Casa dei Suoni e Racconti, ha avuto come interpreti Elisa Zedda e Antonio Luciano (voci e giocattoli sonori) e Andrea Congia (chitarra classica e synth), accompagnati dal movimento coreografico curato da Francesca Grimieri e interpretato dal corpo di ballo del Piccolo Teatro Libertà.
Il programma ha proseguito con "Il vento della memoria", un percorso nella musica di Pino Daniele che ha visto coinvolti sessanta giovani tra palco e orchestra. Le coreografie sono state firmate da Giselle Marucci, Ilaria Mandato, Sara Scuderi, Maria Chiara Tedesco e Francesca Grimieri, con la partecipazione delle allieve del Piccolo Teatro Libertà e del Centro Studi Danza Castiello e la presenza straordinaria del danzatore professionista Hassan Awad.
I testi, curati da Linda Ocone, sono stati interpretati dalla stessa Ocone e da Assunta Maria Berruti. La parte musicale è stata eseguita dal Gruppo Pop e dall’Orchestra del Liceo Musicale "G. Guacci" di Benevento, diretta dalla maestra Debora Capitanio, con la collaborazione dei maestri Flavia Civico (violino), Vincenzo Saetta (sax) e Giancarlo Sabbatini (batteria e percussioni). Alle voci hanno partecipato i cantanti Alex Racioppi e Paola Trotta.
La serata ha visto anche il riconoscimento da parte di Carmen Castiello alla giovane cantante Maria Rosaria Rondina, finalista dell'ultima edizione di The Voice Kids e allieva del Centro Studi Castiello.
La seconda parte, intitolata "La speranza e la prima luce", è andata in scena alle 6 di domenica con un Concerto all’Alba che ha chiuso il percorso artistico. L’iniziativa ha voluto valorizzare il legame tra luogo storico e produzione culturale, proponendo un percorso multidisciplinare volto a coniugare memoria e pratiche artistiche.