A Guardia Sanframondi i sindaci del Manifesto per la felicità pubblica: don Matteo Prodi sottolinea l'urgenza di restituire speranza
Undicesimo appuntamento tra spiritualità e politica sul tema “Custodire l’umano” con riflessioni sull’enciclica Magnifica Humanitas e sull'impatto dell'intelligenza artificiale
Ieri sera a Guardia Sanframondi si è tenuto l’undicesimo incontro su spiritualità e politica rivolto ai sindaci che aderiscono al Manifesto per la felicità pubblica. L’iniziativa è stata promossa dal Laboratorio per la felicità pubblica e dal Comune di Guardia Sanframondi e ha avuto come tema “Custodire l’umano nelle nostre comunità. Spunti dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV”.
Le conclusioni sono state affidate a don Matteo Prodi, direttore della Scuola di Impegno socio-politico della Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata De’ Goti. Nel suo intervento ha evidenziato il valore di ritrovarsi tra persone che condividono la vocazione politica e ha affermato che «la cosa più urgente è dare speranza alla gente», richiamando sia una dimensione cristiana sia una prospettiva civile.
Don Matteo ha collegato il dibattito all’enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV, sottolineando i tre pilastri richiamati dal Pontefice: verità, libertà e lavoro. Ha inoltre posto attenzione all’impatto dell’intelligenza artificiale, che secondo lui modifica profondamente il contesto sociale e apre nuovi spazi: per questo è necessario mantenere l’attenzione su ciò che può essere fatto solo dall’essere umano.
Nel corso dell’incontro il sindaco di Guardia Sanframondi, Raffaele Di Lonardo, ha auspicato la moltiplicazione di momenti simili, osservando che il ruolo dei sindaci non si esaurisce nell’amministrazione tecnica e lamentando come la competizione tra enti possa rappresentare un ostacolo.
Ettore Rossi, coordinatore del Laboratorio per la felicità pubblica, ha richiamato la necessità per la politica locale di comprendere i cambiamenti in corso senza cadere in posizioni apocalittiche o in una fiducia acritica verso le nuove tecnologie. Rossi ha ricordato il richiamo dell’enciclica alla capacità di riconoscere l’altro come volto e non come funzione.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Nino Lombardi (sindaco di Faicchio e presidente della Provincia di Benevento), Giuseppe Addabbo (sindaco di Molinara), Vito Fusco (sindaco di Castelpoto), Simone Paglia (sindaco di Campolattaro), Danilo Parente (sindaco di Apollosa), Domenico Rossi (assessore all’istruzione e politiche sociali del Comune di Pietrelcina) e Zaccaria Spina (presidente della Comunità Montana del Fortore).
Le testimonianze e le riflessioni degli amministratori hanno evidenziato le difficoltà nel «custodire l’umano» anche nei piccoli centri, sottolineando il mutamento delle relazioni sociali e l’importanza di investire tempo nella cura dei rapporti. Tra le proposte emerse, il coinvolgimento dei giovani nella gestione del bene comune e la necessità, per le aree interne, di contrastare logiche basate esclusivamente sui numeri che penalizzano le comunità.
I sindaci hanno inoltre ribadito la necessità di lavorare in modo corale tra amministrazioni per coltivare l’umano e mantenere vive le comunità del territorio.