“Qui Si Sana”: a Benevento un progetto fotografico e immersivo firmato da Giovanni Di Dio
Video, servizio fotografico e riprese 360° per raccontare il palazzo con droni FPV e tecnologie per la realtà virtuale; il proprietario Vessichelli ha concesso gli spazi
Il progetto dedicato al palazzo ‘Qui Si Sana’, luogo storico e ricco di memorie della città di Benevento, è stato realizzato da Giovanni Di Dio e combina fotografia, riprese cinematografiche e tecnologie immersive per raccontare gli spazi e la memoria del sito.
L’iniziativa è nata grazie alla concessione del proprietario Ludovico Vessichelli, che ha autorizzato le produzioni fotografiche e video. Il materiale prodotto è stato pubblicato sulle pagine social ufficiali dell’autore, DI DIO PHOTO AGENCY, su Instagram e Facebook, e comprende il video ufficiale ora disponibile online.
Tra i collaboratori indicati nel progetto figurano la make-up artist sannita Annarita Grimaldi e l’agenzia di moda Carpe Diem Agency di Domenico Gallo, con la presenza scenica della professionista Rosyta Rispoli, che ha contribuito all’interpretazione degli spazi nell’allestimento visivo.
Nelle riprese sono state impiegate diverse tecnologie: un drone acrobatico FPV per sequenze dinamiche all’interno del palazzo, droni e attrezzature cinematografiche per riprese dall’alto e dal basso, e droni 360° pensati per conservare digitalmente gli ambienti e consentirne una futura fruizione in realtà virtuale tramite visore.
Giovanni Di Dio, come riportato nella comunicazione sul progetto, ha spiegato di non voler limitarsi a un semplice video di luogo ma di voler tradurre in immagini «le stanze, gli spazi, la sua atmosfera», unendo arte e tecnologia per trasformare la memoria del palazzo in un’esperienza fruibile.
La comunicazione del progetto include anche una sintesi della storia del ‘Qui Si Sana’: edificio di oltre 400 anni, nato come residenza dei Gesuiti e poi passato da proprietà ecclesiastica a scuola materna, da ospedale militare a ospedale psichiatrico; successivamente la proprietà è stata della famiglia Capasso-Torre e in seguito l’immobile è stato abbandonato. Nel testo si riportano inoltre racconti e leggende locali legati al palazzo, episodi di cronaca segnalati negli ultimi anni — tra cui una caduta mortale e un suicidio — e aneddoti di presunti fenomeni e vicende avvenute negli anni ’70-’80.
Per chi vuole vedere il video ufficiale del progetto è disponibile il link pubblicato dal progetto: https://youtu.be/m1JSiaw4Obg?si=P99P9Im5D1yXX_h0