Incendio sul Monte Taburno: FAI-CISL IrpiniaSannio denuncia il danno e chiede un piano straordinario
Il sindacato parla di dolore per le immagini, ringrazia soccorritori e sollecita maggiore prevenzione, investimenti e accertamenti sulle responsabilità
La FAI-CISL IrpiniaSannio ha reso pubblica il 22 settembre 2026 una nota sulla situazione dell’incendio che interessa il Monte Taburno, definendo «Le immagini che arrivano in queste ore dal Monte Taburno fanno male al cuore». Nel comunicato il sindacato denuncia la devastazione del patrimonio boschivo, definito «il polmone verde del Sannio», e i danni all’ambiente, alla fauna, al territorio e alla comunità.
Secondo la FAI-CISL, quanto avvenuto non è da attribuire al caso ma «è incuria e criminalità»: la nota parla di persone «incoscienti e irresponsabili» ritenute responsabili dell’innesco delle fiamme. Il sindacato insiste sulla gravità degli effetti dell’evento per l’intera provincia.
Il comunicato esprime inoltre il «più sentito plauso e ringraziamento» a coloro che sono impegnati nello spegnimento e nel contenimento del rogo: i lavoratori idraulico-forestali degli Enti Delegati del Servizio AIB, gli operatori della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e i volontari, definiti «uomini e donne che da ore lottano senza sosta».
La FAI-CISL ribadisce che la tutela dei boschi richiede maggior prevenzione, manutenzione e investimenti strutturali, oltre a condizioni di stabilità per chi presidia il territorio. «I boschi non si difendono da soli», afferma la nota, sottolineando che i lavoratori forestali non devono essere impiegati soltanto nelle fasi di emergenza.
Concludendo, il sindacato chiede che vengano accertate le responsabilità e sollecita l’attuazione di «un piano straordinario di tutela e rilancio» del massiccio del Taburno, mettendo in evidenza l’appello contenuto nella nota: «Oggi il Taburno brucia. Domani cosa rimarrà?».