Monte Taburno: degrado e vandalismi, l’attivista Angelo Piazza interpella il presidente Fico e gli assessori regionali
Lettera denuncia abbandono dell’area protetta e lo stato dell’ex Hotel Taburno, recuperato con oltre 3,6 milioni di euro ma oggi oggetto di danneggiamenti
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Angelo Piazza, attivista, indirizzata al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e agli assessori Vincenzo Maraio e Claudia Pecoraro, in cui vengono segnalate criticità nell’area del Monte Taburno, parte dell’Ente Parco Regionale Taburno – Camposauro.
Nella missiva Piazza segnala una situazione di crescente degrado e abbandono, con fenomeni diffusi di abbandono rifiuti, una manutenzione giudicata insufficiente e una vigilanza ritenuta inadeguata. L’attivista sottolinea come queste criticità si accentuino nelle giornate di maggiore affluenza e come la mancanza di una gestione strutturata della fruizione causi pressioni incompatibili con la fragilità dell’area protetta.
La lettera dedica ampio spazio alla situazione dell’ex Hotel Taburno, edificio di origine anni ’50 collocato in uno dei punti caratteristici del parco. Secondo quanto riportato da Piazza, la struttura era stata sottoposta a un intervento pubblico di recupero e riconversione a centro polifunzionale, con lavori affidati alla Comunità Montana del Taburno e un investimento complessivo pari a oltre 3,6 milioni di euro. La Regione Campania aveva presentato il Centro polifunzionale nel 2018 come punto di accoglienza per la fruizione della montagna, ma l’attivista riferisce che la struttura oggi è nuovamente soggetta a intrusioni, atti di vandalismo, asportazione di arredi e deterioramento degli interni.
Piazza cita inoltre una nota della Direzione Generale Risorse Strumentali della Regione Campania del 13 agosto 2020, dalla quale, secondo il testo della lettera, risulterebbe che l’immobile è un bene regionale e che la Comunità Montana non poteva mantenere autonomamente il possesso o la gestione. Sempre nella ricostruzione fornita dall’attivista, questa situazione avrebbe determinato la cessazione del servizio di guardiania, con conseguente aggravio del degrado e ripetuti episodi di furti e danneggiamenti.
Nella missiva l’autore chiede chiarezza sulla gestione e sulla destinazione dell’immobile, un maggiore coordinamento tra gli enti coinvolti e una strategia complessiva che coniughi tutela ambientale, turismo sostenibile e valorizzazione delle comunità locali. Piazza sottolinea inoltre il potenziale del Monte Taburno come risorsa per le aree interne, richiamando l’attenzione sulla necessità di programmare interventi di governance del territorio.
Si tratta di una segnalazione pubblicata dai media locali che solleva questioni di gestione del patrimonio pubblico e tutela del parco. Il testo qui riportato sintetizza i contenuti della lettera ricevuta dall’editore; non si aggiungono valutazioni o informazioni non presenti nell’originale.