Perizia psichiatrica: Ocone giudicabile, esclusa l’incapacità al momento della strage di Paupisi
Il consulente del Cotugno rileva delirio e allucinazioni ma parametri funzionali conservati; l’esito apre la strada alla richiesta dell’ergastolo
La consulenza psichiatrica sul caso della strage di Paupisi è stata depositata ieri al Tribunale di Benevento e conclude che l’imputato, Salvatore Ocone, era in grado di stare coscientemente in giudizio e, al momento dei fatti, capace di intendere e di volere.
Il documento, lungo quasi quaranta pagine, è stato redatto dal dottor Vincenzo Scarallo, dirigente medico e psichiatra dell’ospedale Cotugno di Napoli, su incarico del presidente della Corte d’Assise di Benevento, Sergio Pezza. I colloqui peritali si sono svolti nel carcere di Capodimonte.
Secondo quanto riportato nella perizia, Ocone, 59 anni, ha tentato di spiegare il gesto sostenendo di aver colpito la moglie perché convinto che fosse «posseduta dal demonio». Il perito ha rilevato nel quadro clinico dell’imputato elementi di delirio, allucinazioni e un’alterazione del senso della realtà, ma ha altresì ritenuto che i principali parametri funzionali fossero rimasti conservati.
Sulla base di queste valutazioni il dottor Scarallo ha escluso l’incapacità di intendere e di volere al momento della strage, un dato che può avere rilevanza sul profilo della responsabilità penale e che, come sottolineato nella relazione, apre concretamente la strada a una richiesta di ergastolo.
Nella notte del 30 settembre dello scorso anno Ocone aveva ucciso a colpi di pietra la moglie, Elisa, e il figlio quindicenne, Cosimo; la figlia Antonia era stata gravemente ferita ma è riuscita a sopravvivere. L’imputato era fuggito con i figli in auto ed era stato catturato poche ore dopo nelle campagne intorno a Campobasso.
Il dottor Scarallo dovrà comparire in aula per illustrare e motivare le conclusioni della perizia dinanzi ai giudici. La discussione conclusiva di accusa e difesa è fissata per il 30 settembre, a cui seguirà la camera di consiglio per la decisione della Corte.