Benevento · 09 Settembre 2026

LAV Benevento: no agli abbattimenti come soluzione principale per i cinghiali

L’associazione chiede investimenti in misure non letali, ricerca sull’immunocontraccezione e sostegno agli agricoltori nel Sannio

LAV Benevento: no agli abbattimenti come soluzione principale per i cinghiali

LAV Benevento è intervenuta nel dibattito riaperto in provincia sul tema dei cinghiali, criticando la tendenza a proporre come risposta principale il proseguimento o l’intensificazione degli abbattimenti.

L’associazione riconosce i danni alle colture, le difficoltà degli agricoltori e il rischio di attraversamenti stradali, ma sostiene che servano risposte serie, scientifiche e orientate al lungo periodo, invece della riproposizione continua della soluzione letale.

Secondo LAV, non è efficace né coerente parlare di “bioregolatori” quando il risultato è l’uccisione degli animali, né presentare come non cruente catture in trappola che poi conducono comunque all’abbattimento. La gestione della fauna selvatica non dovrebbe tradursi automaticamente in pratiche di uccisione.

Tra le alternative indicate dall’associazione c’è il controllo della fertilità tramite immunocontraccezione: il vaccino GonaCon, studiato anche sui cinghiali, ha mostrato risultati incoraggianti nel rendere infertili gli animali per diversi anni mediante iniezione. LAV segnala la necessità di proseguire la ricerca e di sviluppare modalità di somministrazione più praticabili, e ricorda di aver chiesto anche nel 2026 il rifinanziamento degli studi su GonaCon e su analoghi vaccini.

A complemento della ricerca scientifica, LAV propone misure pratiche e preventive: rendere inaccessibili le fonti di cibo artificiale come rifiuti e scarti che attirano i cinghiali; l’uso di recinzioni elettrificate per proteggere le coltivazioni; l’adozione di sistemi elettronici per ridurre il rischio di incidenti stradali; e la realizzazione di corridoi faunistici e soluzioni tecnologiche che favoriscano attraversamenti più sicuri.

L’associazione sollecita inoltre il monitoraggio scientifico delle popolazioni e dei danni, la tutela degli habitat e la considerazione del ruolo dei predatori naturali, evitando di presentare singole misure come rimedi miracolosi.

Sullo fronte sociale ed economico, LAV sottolinea che gli agricoltori non devono essere lasciati soli: chi subisce danni dovrebbe poter contare su supporto tecnico, strumenti efficaci per la protezione delle coltivazioni e procedure di indennizzo rapide. La gestione della fauna, secondo l’associazione, deve essere orientata esclusivamente all’interesse collettivo, alla sicurezza e alla tutela degli ecosistemi, senza diventare uno strumento per ampliare occasioni di caccia o interessi economici legati all’abbattimento e alla commercializzazione.

LAV mette infine in guardia dal rischio che la logica di considerare “troppi” alcuni animali possa estendersi in futuro ad altre specie. L’associazione ribadisce il principio della convivenza pacifica tra esseri umani e fauna selvatica e chiede alle istituzioni di investire in ricerca, immunocontraccezione, protezione delle colture, messa in sicurezza delle strade, corretta gestione delle fonti alimentari e monitoraggio scientifico.

Fonte: Raccontiamo Benevento

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