CONAPO contesta la gestione dell'intervento ad Airola: denunciate carenze nella tutela dei Vigili del Fuoco
Il sindacato denuncia mancanze nelle decontaminazioni, nei dispositivi di protezione e nei controlli sanitari dopo l'incendio del 31 agosto
L'incendio scoppiato il 31 agosto nell'impianto di stoccaggio rifiuti di Airola continua a suscitare preoccupazioni per le condizioni degli operatori impegnati nelle operazioni di spegnimento. Il CONAPO, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, ha reso pubbliche osservazioni sulle presunte carenze nella tutela della salute del personale intervenuto.
Secondo il sindacato, chi è stato chiamato a operare nel sito è stato esposto ai fumi prodotti dalla combustione di grandi quantità di plastica e materiali di composizione non nota. L'ARPA Campania, nel primo ciclo di campionamento, ha rilevato valori di diossine superiori al riferimento scientifico e ha documentato il 3 settembre un episodio acuto di inquinamento nei pressi dell'area interessata dall'incendio.
Il CONAPO sottolinea che le misure finora diffuse riguardano la qualità dell'aria per la popolazione e non fotomettono l'esposizione effettiva subita dai soccorritori. I rappresentanti sindacali riferiscono che gli operatori hanno lavorato all'interno della zona interessata anche per turni superiori alle dodici ore, in alcuni casi per più giorni consecutivi, senza verifiche individuali sull'esposizione.
Il sindacato contesta anche l'applicazione delle disposizioni di servizio emanate dal Comando provinciale l'1 e il 4 settembre, che avrebbero dovuto istituire un percorso di decontaminazione. Secondo CONAPO, tali procedure non sono state applicate sul campo: mancano decontaminazioni all'uscita dalla cosiddetta zona rossa, non sarebbe stato predisposto personale incaricato della decontaminazione e i mezzi utilizzati non sarebbero stati regolarmente sanificati.
Altre criticità segnalate riguardano il trasporto e la gestione dei dispositivi di protezione: maschere e autorespiratori sarebbero stati spostati senza adeguate protezioni, con mezzi e aree di riposo utilizzati in condizioni ritenute contaminate. Il sindacato riferisce inoltre dell'assenza di un presidio sanitario sul posto e di operatori costretti a lunghi periodi senza possibilità di allontanarsi per esigenze fisiologiche.
CONAPO denuncia anche la disponibilità insufficiente di filtri specifici per gas e vapori e la temporanea esclusione dell'attivazione del Nucleo NBCR (specializzato in rischio nucleare, biologico, chimico e radiologico) da parte del Comando provinciale: il nucleo, secondo il sindacato, sarebbe intervenuto solo successivamente grazie all'intervento della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Campania.
Resta aperto il dubbio, evidenziato dal sindacato, sulla possibile presenza di amianto nel sito, ipotesi che non sarebbe stata verificata nei monitoraggi effettuati fino a ora. CONAPO richiama il decreto legislativo 81/2008 e afferma che le disposizioni devono essere applicate, non solo formalmente redatte.
Il sindacato ha formalmente diffidato il Comandante Provinciale, in qualità di datore di lavoro, chiedendo l'attivazione immediata delle decontaminazioni, la fornitura di dispositivi adeguati, visite mediche straordinarie per il personale intervenuto e verifiche specifiche sulla presenza di amianto. In assenza di risposte, CONAPO annuncia la possibilità di rivolgersi agli organi di vigilanza sulla sicurezza del lavoro e alle autorità giudiziarie.
I rappresentanti provinciali del sindacato hanno ribadito la volontà dei Vigili del Fuoco di Benevento di proseguire nelle operazioni di soccorso, sottolineando però che la tutela della salute degli operatori è condizione necessaria per garantire la continuità dell'intervento.