A Torrecuso apre il MEACT: museo enologico d’arte contemporanea
Inaugurazione durante la 51ª edizione di Vinestate; prima mostra “Cosmogonie” fino al 30 novembre 2026
Durante la 51ª edizione di Vinestate è stato inaugurato a Torrecuso il MEACT – Museo Enologico d’Arte Contemporanea, istituzione promossa dal Comune con l’obiettivo di mettere a sistema una collezione civica di oltre quaranta opere dedicate al vino e di renderla un servizio culturale per la comunità.
Il museo ha aperto con la mostra inaugurale Cosmogonie, curata dal direttore scientifico Francesco Creta, che rimarrà visitabile fino al 30 novembre 2026. Il percorso espositivo coinvolge tre artisti — Vincenzo Rusciano, Gianluca Sito e Paolo Covino — invitati a esplorare, ciascuno con linguaggi e pratiche differenti, temi come mito, materia, territorio e contemporaneità.
Gianluca Sito ha lavorato sulla relazione tra mito, segno e interpretazione, trasformando la figura di Atropo in una falena; Paolo Covino ha proposto fotografie notturne delle architetture agricole in pietra del territorio, restituendo ai manufatti rurali una dimensione monumentale; Vincenzo Rusciano ha indagato il frammento e la costruzione installativa, mettendo in discussione la monumentalità attraverso forme spezzate ed equilibri instabili.
Il progetto del MEACT prevede, oltre alle esposizioni temporanee, la costruzione di una collezione permanente ispirata alla civiltà del vino, un piano di acquisizioni rivolto alla fotografia contemporanea e la creazione di una rete di collaborazioni con il Ministero della Cultura, le Soprintendenze e principali poli museali nazionali, con l’intento di ospitare e produrre nuove mostre.
Il sindaco di Torrecuso, Angelino Iannella, ha sottolineato che il museo intende valorizzare il vino non solo come prodotto agricolo ed economico, ma come elemento identitario in grado di raccontare storia, paesaggio, lavoro e tradizioni locali, collegando cultura del vino, identità, turismo e sviluppo del territorio.
Secondo il curatore Francesco Creta, il MEACT nasce come progetto profondamente radicato nel territorio: trasformare una collezione civica in un’istituzione significa restituire vita ai luoghi del centro storico. Creta ha inoltre citato il progetto Legature — che unisce fotografia, teatro e sociologia e risulta candidato al bando Cultura nei piccoli comuni — come possibile strada per estendere il museo in spazi diffusi del paese.
Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche don Antonio Fragnito, parroco di Torrecuso, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e il suo valore per la comunità.
L’intento dichiarato del MEACT è doppio: custodire e reinterpretare la cultura del vino e usare quella stessa cultura come leva per lo sviluppo culturale e turistico del territorio, mettendo in relazione arte contemporanea, patrimonio enologico, paesaggio e comunità.