Rogo di rifiuti ad Airola, Casucci denuncia una crisi ambientale e culturale nella Valle Caudina
Il presidente della Fondazione ‘Gerardino Romano’ richiama politica e cittadini a controlli, educazione ambientale e impegno civile
Un nuovo rogo di rifiuti è divampato ad Airola, all’interno di un’azienda privata, in un’estate segnata da temperature elevate. Secondo il prof. Felice Casucci, lo scenario di degrado richiama situazioni pregresse, sebbene in questo caso i materiali non siano stati incendiati per strada. Sono in corso accertamenti per chiarire il contesto e la dinamica dell’episodio.
Casucci mette in evidenza anche l’impegno di una cittadina di Airola, l’avvocato Teresa Meccariello, che ha promosso petizioni e presentato denunce sul tema. L’iniziativa individuale viene citata come atto di sollecitazione verso istituzioni e comunità locali.
Il prof. Felice Casucci — presidente della Fondazione culturale “Gerardino Romano” di Telese Terme e già assessore al Turismo della Regione Campania — critica la politica per quella che definisce una mancata attenzione allo sviluppo sostenibile, all’educazione ambientale e alla vigilanza sulle attività economiche territoriali. Secondo Casucci, la risposta degli amministratori non può limitarsi a dichiarazioni e riti formali, ma richiede gesti concreti e controllo costante.
Nel suo intervento, Casucci parla di un «segnale di fumo culturale» che accompagna l’emergenza materiale: pur segnando come significativo il dato delle diossine nell’aria, ritiene che l’aspetto culturale e civile della questione sia centrale. Invoca pertanto critica, autocritica e un impegno civile condiviso per affrontare il problema.
Il professore sollecita inoltre una politica capace di compiere scelte anche impopolari, orientate alla tutela dell’ambiente e dell’interesse collettivo, e ribadisce la necessità che le istituzioni non rimandino tutto alla repressione giudiziaria. Gli accertamenti in corso dovranno chiarire responsabilità e contesto dell’incendio nella Valle Caudina.