Benevento Domani boccia il decennio 2016-2026 sulle politiche ambientali: Airola e Sassinoro segnalano criticità
L'associazione, con il presidente Nicola Boccalone, denuncia il fallimento del ciclo dei rifiuti regionali e rivolge un appello al presidente Fico per maggiori controlli e cambi di rotta
Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'Associazione Benevento Domani, firmata dal presidente Nicola Boccalone, che definisce urgente una fase di riflessione dopo gli episodi di Airola e le conseguenti ricadute sulla qualità dell'aria nella Valle Caudina e nelle aree limitrofe.
Secondo l'associazione, le nubi e gli odori derivati dal materiale «abbancato» andrebbero letti in un quadro più ampio del singolo episodio. Boccalone sottolinea che limitarsi a intervenire sul solo sito non risolve le cause di fondo e invita a considerare la questione nel contesto regionale.
La nota indica che l'impianto di Airola, insieme a quello di Sassinoro e ad altri presenti nel Sannio e in Campania, fa parte di un sistema utilizzato per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti in regione. Viene richiamata la Legge Regionale n. 14/2016, pensata per garantire autonomia gestionale, sicurezza ambientale e contenimento dei costi, ma l'associazione contesta che gli obiettivi non siano stati raggiunti.
Benevento Domani evidenzia dati sulla gestione della frazione organica: della frazione prodotta in Campania, stimata in circa 700.000 tonnellate, solo 100.000 tonnellate verrebbero trattate all'interno della regione, mentre il resto verrebbe trasferito al Nord, con rilevanti ricadute economiche per i cittadini.
La nota aggiunge che, nonostante risorse PNRR e agevolazioni normative, la filiera impiantistica non è stata realizzata in misura adeguata. Per l'associazione, Airola e Sassinoro sono segnali della «sofferenza» del territorio e del fallimento delle politiche ambientali regionali degli ultimi dieci anni, con ripartizioni e scelte organizzative ritenute insoddisfacenti.
L'appello è rivolto al presidente della Regione, Antonio Fico, perché promuova un cambio di passo: maggiore rispetto per i territori, un sistema più efficiente e sicuro per la tutela della salute pubblica e attività di monitoraggio e controllo rafforzate. Nella conclusione della nota, l'associazione richiama anche la necessità di un rinnovato assessore, definito «di stretta fede deluchiana» nella formulazione usata nel testo, e chiude con un richiamo al verso di Pino Daniele «Terra mia, Terra mia» come espressione del dolore del territorio.