Paupisi, la minoranza chiede chiarimenti sui rincari TARI 2026: dubbi su PEF, pertinenze e superfici
Il gruppo 'Uniti per Paupisi' segnala bollette più alte, una forte ricomposizione fra costi fissi e variabili e alcune anomalie negli avvisi
Il gruppo consiliare di minoranza di Paupisi, 'Uniti per Paupisi', ha inviato un comunicato in cui segnala a cittadini e amministrazione aumenti rilevanti nelle bollette TARI 2026 e chiede chiarimenti sui criteri adottati per la determinazione del ruolo tributario.
Dal comunicato emerge che il Piano Economico Finanziario (PEF) alla base della TARI 2026 indica un costo complessivo del servizio pari a 191.505 euro, con una composizione che il gruppo definisce «profondamente diversa» rispetto agli anni precedenti: 5.453 euro attribuiti a costi fissi e 186.052 euro a costi variabili. Per la minoranza, questa riclassificazione richiede spiegazioni sul perché la componente fissa sia così ridotta e su quali voci siano state ricollocate nella componente variabile.
Il comunicato pone in particolare attenzione ai CSL (costi di spazzamento e lavaggio), che rientrano nella componente fissa: secondo 'Uniti per Paupisi' è necessario conoscere quale quota del corrispettivo contrattuale sia stata imputata al CSL e come sia stata ripartita la remunerazione dell’appalto tra le varie prestazioni di servizio.
Il gruppo segnala inoltre segnalazioni di cittadini che avrebbero ricevuto avvisi con importi significativamente maggiori rispetto agli anni precedenti e riferisce che in alcuni casi dagli uffici comunali sarebbe stato detto che gli aumenti dipenderebbero da un «aumento dei giri» degli operatori. La minoranza ricorda che il costo del servizio è determinato da un contratto di appalto aggiudicato nel marzo 2024 e valido fino al marzo 2027, e chiede dati concreti su quantità conferite e costi di smaltimento.
Viene inoltre osservata una presunta contraddizione con il riconoscimento di Paupisi come «Comune Riciclone»: se la raccolta differenziata è aumentata, chiede la minoranza, quali effetti ha avuto questa riduzione dell’indifferenziato sui costi di conferimento e sul PEF? Il comunicato chiede dati sulle tonnellate conferite e sui costi unitari per il 2024, 2025 e per il periodo considerato nel PEF 2026.
La minoranza segnala poi anomalie riscontrate su alcuni avvisi: pertinenze (per esempio locali catastalmente classificati C/2) alle quali sarebbe stata applicata una seconda quota fissa e una seconda quota variabile, nonché casi in cui sarebbero stati attribuiti 100 metri quadrati «a tavolino» ad utenze risultanti dalla sola residenza anagrafica. Il gruppo ricorda che sul portale comunale la casistica dell’«immobile accessorio» prevede la quota variabile pari a zero e chiede di verificare le posizioni interessate.
'Uniti per Paupisi' sollecita che il controllo sulla correttezza della banca dati e dei calcoli non ricada unicamente sul cittadino che riceve la bolletta: se saranno accertati errori, il gruppo invita il Comune a procedere d’ufficio con rettifiche e con eventuali rimborsi o compensazioni.
Per ottenere chiarimenti formali, la minoranza annuncia la presentazione di una richiesta di accesso agli atti: sarà chiesta tutta la documentazione relativa alla formazione del PEF e delle tariffe TARI 2025 e 2026 (tool ARERA, prospetti analitici, ripartizione dei costi fissi e variabili, coefficienti, basi imponibili, numero delle utenze, documentazione inviata all’Ente d’Ambito) e il dettaglio dei quantitativi e dei costi per le diverse frazioni di rifiuto.
Il gruppo chiede infine se siano state effettuate simulazioni preventive del ruolo TARI 2026 e un confronto con i ruoli 2024 e 2025, per individuare scostamenti anomali prima dell’invio degli avvisi ai contribuenti. 'Uniti per Paupisi' dichiara che continuerà a vigilare sulla questione, chiedendo numeri, documenti e spiegazioni precise all’amministrazione comunale.