Mastella racconta la malattia: paura, famiglia e una nuova speranza
Il sindaco di Benevento, 79 anni, in un'intervista a Il Giornale ricostruisce i primi giorni dopo la diagnosi e le conseguenze sulla vita privata e politica
Nell'intervista pubblicata il 25 agosto 2026 su Il Giornale, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, 79 anni, ha ripercorso le settimane successive alla diagnosi. «All’inizio è stata durissima. Il tumore mi ha colto di sorpresa, non ho dormito per tante notti. Ora è subentrata la speranza. E la speranza cambia le cose», ha detto.
La malattia era stata resa pubblica lo scorso luglio, quando Mastella aveva parlato ai fedeli nella Basilica della Madonna delle Grazie a Benevento chiedendo di pregare per lui. In quella occasione aveva raccontato che la diagnosi gli aveva tolto il fiato e aveva espresso fiducia nella preghiera.
I primi giorni dopo la comunicazione della malattia, ha raccontato il sindaco, sono stati segnati dall'angoscia soprattutto per la famiglia: «Pensavo ai miei nipoti, pensavo che avrei dovuto lasciarli». Il timore di non poter essere accanto ai figli e ai nipoti ha avuto un forte impatto emotivo.
Mastella ha spiegato che la malattia ha cambiato anche il ritmo della sua vita: cerca di essere meno frenetico, più sereno, si appoggia alla famiglia e ha ridotto gli impegni pubblici, pur senza rinunciare all'attività politica. Ha descritto la malattia con un'immagine intensa, definendola «la malabestia che è dentro di me».
Nel racconto il sindaco ha posto l'accento sul rapporto con la famiglia e in particolare sulla presenza della moglie, che considera fondamentale nei momenti difficili. Guardando al passato, Mastella ha ammesso di essere stato forse un nonno migliore di quanto sia stato padre, ricordando la lunga carriera politica iniziata in Parlamento quando aveva 29 anni.
Cattolico, ha spiegato che la prova ha messo in campo anche dubbi e riflessioni sulla fede: la morte è un pensiero presente ma non un'ossessione, «una cosa inevitabile», e lo sguardo sul futuro si è fatto più breve. Con una battuta ha detto come immagina l'aldilà: «Andrò in purgatorio. Parte alta», osservando con ironia le difficoltà dei politici ad aspirare al paradiso.
Riguardo alle prospettive di cura, Mastella ha riferito che i medici gli hanno detto che il tumore si può sconfiggere, pur ammettendo di non sapere se quelle parole fossero anche rivolte a dargli coraggio. Ha concluso sottolineando che oggi, accanto alla battaglia per guarire, la speranza rappresenta la forza principale con cui affronta la prova.