Enoturismo nel Sannio, a Castelvenere il dibattito su una strategia condivisa
Durante la Festa del Vino esperti, istituzioni e produttori hanno sottolineato l'urgenza di mettere a sistema vino, accoglienza e territorio
Il ruolo dell’enoturismo come opportunità per il territorio del Sannio è stato al centro del dibattito organizzato nell’ambito della Festa del Vino di Castelvenere, con un incontro intitolato “L’enoturismo nel Sannio: una leva strategica per la creazione di valore condiviso”.
A coordinarne i lavori è stato Simone Feoli di ONAV Campania. Al tavolo sono intervenuti il sindaco di Castelvenere Alessandro Di Santo, il presidente dell’Associazione nazionale “Città del Vino” Angelo Radica, gli enologi Vincenzo Mercurio, Paolo Mastroberardino ed Ernesto Buono, il presidente del Consorzio Tutela Vini di Caserta Cesare Avenia e il presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini Carmine Coletta.
Nel corso dell’incontro è stato richiamato un dato nazionale: nell’ultimo nove anni il fatturato dell’enoturismo in Italia è cresciuto per circa un miliardo di euro, elemento che testimonia l’evoluzione del settore da semplice canale di vendita a esperienza che racconta territorio, storia e tradizioni.
I partecipanti hanno evidenziato come la provincia di Benevento disponga di una forte identità vitivinicola, di risorse paesaggistiche e culturali e di una rete di imprese che caratterizza le aree interne della Campania. Tuttavia, è stato sottolineato che la disponibilità di queste risorse non basta: occorre rendere l’offerta riconoscibile e competitiva.
Tra le priorità indicate vi sono la creazione di un racconto integrato del territorio che unisca vino, gastronomia, cultura, paesaggio, accoglienza e tradizioni, e il superamento di iniziative isolate attraverso una collaborazione più stretta tra cantine, istituzioni, consorzi di tutela, operatori turistici e comunità locali.
L’incontro è stato preceduto dalla riunione del consiglio direttivo dell’Associazione nazionale “Città del Vino”, convocata dal presidente Angelo Radica, alla quale hanno partecipato anche i sanniti Floriano Panza e Marco Razzano.
Dal confronto di Castelvenere è emersa una linea comune: trasformare il vino in uno strumento per raccontare l’intero territorio e costruire una progettualità di sistema che possa generare ricadute economiche e sociali oltre la singola impresa.