Benevento · 20 Agosto 2026

Arpaia, il Tribunale ordina la cessazione della misura di sicurezza per Vincenzo D’Onofrio

Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto le tesi dell’avvocato Vittorio Fucci disponendo la fine della detenzione in ‘casa lavoro’ e della pericolosità sociale

Arpaia, il Tribunale ordina la cessazione della misura di sicurezza per Vincenzo D’Onofrio

Il Tribunale di Sorveglianza, accogliendo le tesi dell’avvocato Vittorio Fucci, ha disposto la cessazione della pericolosità sociale e della misura di sicurezza della detenzione nella cosiddetta "casa lavoro" nei confronti di Vincenzo D’Onofrio.

D’Onofrio, 58 anni, noto con l’alias "O’ Mangiavatt" e custode del cimitero di Arpaia, era sottoposto alla misura di sicurezza della detenzione nella casa lavoro, equiparata nella pratica a una pena detentiva.

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), D’Onofrio in passato sarebbe stato appartenente al clan Pagnozzi. Nel corso degli anni è stato coinvolto in diversi procedimenti giudiziari: in un’inchiesta relativa a presunte illecite assunzioni al Comune di Arpaia e a concussioni collegate al cimitero, in cui fu poi assolto a formula piena; in un procedimento per una serie di estorsioni aggravate dal metodo mafioso tra Airola e altre zone del Sannio, in cui fu assolto dal metodo mafioso; e nell’operazione del 2018 denominata "Ponte di Ferro", che riguardò presunti equilibri tra clan locali, anch’essa conclusasi con l’assoluzione a formula piena.

Con la decisione odierna del Tribunale di Sorveglianza, D’Onofrio torna ad essere una persona libera nella sua comunità. La notizia si riferisce esclusivamente agli esiti giuridici riportati dal provvedimento citato.

Fonte: Raccontiamo Benevento

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