Ricambio pagato e mai arrivato: usato il nome di un’autodemolizione di Molfetta
Un acquirente versa 80 euro; l’azienda sostiene di essere vittima di appropriazione del proprio nome
La ricerca del ricambio era iniziata l’8 ottobre, quando il padre dell’acquirente ha individuato su internet un annuncio. Dopo il primo contatto telefonico, la trattativa è proseguita su WhatsApp con un profilo che utilizzava la denominazione “Autodemolizioni Di Maso”. Nel messaggio erano indicati un beneficiario, un Iban e la causale “Ordine n. 411”, con la richiesta di un bonifico istantaneo e l’invio della ricevuta per la spedizione.
L’acquirente ha effettuato il bonifico di 80 euro, comprensivo delle spese di spedizione richieste. Trascorsa circa una settimana senza ricevere il ricambio, l’uomo ha contattato un secondo recapito dell’autodemolizione per chiedere spiegazioni e ha così appreso che la vera azienda non effettua spedizioni, vendendo i ricambi solo con ritiro sul posto.
Secondo quanto riferito dal denunciante, la vera autodemolizione di Molfetta avrebbe spiegato di essere a propria volta vittima dell’utilizzo abusivo del proprio nome e di essere già a conoscenza di episodi analoghi, segnalati alla Polizia postale.
La vittima, un cittadino fiorentino, ha presentato denuncia il 17 ottobre alla stazione dei carabinieri di Scandicci, fornendo i contatti e la documentazione del pagamento. Ai carabinieri ora spetta ricostruire la vicenda e identificare chi ha gestito la trattativa e incassato la somma.
Dalla vicenda emergono due danni distinti: quello economico per chi ha pagato senza ricevere il ricambio e quello per l’azienda molfettese, la cui identità sarebbe stata sfruttata da terzi.