Bari · 16 Ottobre 2026

Appalti di Triggiano, decisione sull’ex sindaco Donatelli rinviata al 2 dicembre

Udienza preliminare al Tribunale di Bari: oggi discussione per il rito ordinario, a dicembre toccherà agli abbreviati

Appalti di Triggiano, decisione sull’ex sindaco Donatelli rinviata al 2 dicembre
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Si è svolta oggi al Tribunale di Bari l’udienza preliminare per gli imputati che hanno optato per il rito ordinario nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti a Triggiano. La discussione, presieduta dalla gip Flavia Lombardo Pijola, si è chiusa e riprenderà il 2 dicembre con le posizioni di chi ha scelto il giudizio abbreviato.

A conclusione delle udienze la giudice dovrà decidere, per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, se disporre il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere; per chi ha chiesto l’abbreviato, se emettere una condanna o un’assoluzione. L’accusa è sostenuta dal pubblico ministero Claudio Pinto.

Al centro dell’inchiesta c’è la gara a procedura aperta per il Parco urbano San Lorenzo e il Centro interpretativo culturale, un appalto da oltre un milione e 800mila euro. Secondo la Procura, l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli e l’allora delegato ai Lavori pubblici Francesco Saverio Triggiani avrebbero condizionato la gara, insieme al presidente della commissione e a tre imprenditori, per farla aggiudicare a una ditta ritenuta “amica”. In base all’accusa, le imprese interessate ai subappalti avrebbero finanziato la campagna elettorale del sindaco per le comunali del 3 e 4 ottobre 2021.

Gli inquirenti hanno poi esaminato altri affidamenti del Comune banditi tra il 2019 e il 2022, tra cui la manutenzione degli ascensori negli immobili comunali e la fornitura di nuovi condizionatori per gli uffici. Nel secondo caso l’accusa sostiene che sarebbe stato falsamente dichiarato che riparare il vecchio impianto non convenisse, per affidare i lavori a una ditta vicina all’ex sindaco. Secondo la ricostruzione della Procura, inoltre, alcuni lavori formalmente assegnati a certe imprese sarebbero stati in realtà eseguiti da altre società senza autorizzazione al subappalto.

Parte dell’impianto accusatorio era già caduta prima della richiesta di rinvio a giudizio: su richiesta del pm la gip Antonella Cafagna aveva archiviato una contestazione per corruzione rivolta a Donatelli e Triggiani relativa a un appalto per la vigilanza e ad assunzioni effettuate dall’impresa vincitrice.

L’inchiesta sugli appalti è nata da una costola del procedimento per il presunto voto di scambio che, il 4 aprile 2024, aveva portato Donatelli agli arresti domiciliari e alle dimissioni da sindaco. In quel filone processuale l’ex primo cittadino aveva scelto il rito abbreviato e, il mese scorso, è stato assolto “per non aver commesso il fatto”. Sono stati assolti anche la moglie Gaetana Lanotte e il finanziere Nicola Giovanni Nitti. L’ex assessora regionale Anita Maurodinoia, il marito Sandro Cataldo e gli altri imputati sono stati invece rinviati a giudizio: la loro prima udienza è fissata per il 12 gennaio 2027.

Fonte: Raccontiamo Bari

Torna a Bari