Indagini chiuse su due giovani di Polignano e Turi: tutorial su ordigni, carding e accessi illeciti via Telegram
La Procura minorile di Bari ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini su episodi avvenuti tra maggio e dicembre 2023
La Procura per i minorenni di Bari ha formalmente chiuso le indagini su due giovani originari di Polignano a Mare e Turi, indagati per una serie di condotte che, secondo l’accusa, si sarebbero svolte tra maggio e dicembre 2023. L’avviso di conclusione delle indagini, firmato dalla sostituta procuratrice Caterina Lombardo Pijola e datato 13 ottobre, è stato notificato ai difensori.
All’epoca dei fatti i due avevano rispettivamente 15 e 16 anni; oggi hanno 18 e 19 anni. Per la Procura, avrebbero utilizzato account, canali e gruppi su Telegram — tra cui un canale dedicato alla diffusione di «data breach» e un bot che gestiva una chat — per istigare altri utenti a commettere reati, organizzando e diffondendo contenuti connessi a pratiche illecite.
Sul piano della sicurezza pubblica, l’accusa segnala la presenza di video tutorial sulla fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali e la documentazione di esplosioni avvenute in luoghi pubblici. Per questi elementi sono contestati reati riconducibili alla legge 497 del 1974 sulla fabbricazione, detenzione e porto di materiale esplodente, oltre alle ipotesi di accensioni ed esplosioni pericolose.
Un secondo filone delle indagini riguarda il cosiddetto carding e altri reati informatici. Nei canali, secondo gli inquirenti, circolavano video che spiegavano come effettuare acquisti con carte di pagamento violate e come accedere senza autorizzazione a piattaforme di streaming e ai sistemi di vendita dei biglietti di Trenitalia. La Procura definisce queste informazioni «protette, private e confidenziali» e non affidabili se diffuse in tali ambienti.
Dalle attività investigative sono nate varie contestazioni che includono l’accesso abusivo a sistemi informatici, la detenzione e la diffusione abusiva di codici di accesso, la diffusione di strumenti idonei a danneggiare sistemi informatici, l’intercettazione illecita di comunicazioni telematiche, la sostituzione di persona, la frode informatica e la ricettazione.
L’inchiesta è stata condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia postale di Puglia in collaborazione con la Digos di Bari. L’attività investigativa era emersa pubblicamente nel marzo 2025 dopo una segnalazione dell’intelligence; il fascicolo era stato aperto il 22 dicembre 2023.
La prima perquisizione risale a giugno 2024, pochi giorni prima del vertice G7 in Puglia: gli artificieri della Questura avrebbero trovato e sequestrato una consistente quantità di sostanze chimiche — comburenti, combustibili, acidi e solventi — indicate come precursori di esplosivi la cui detenzione è vietata, oltre ai dispositivi usati per diffondere tutorial e video delle esplosioni.
Una seconda perquisizione, eseguita a gennaio 2025, ha ampliato gli elementi raccolti: nei dispositivi sequestrati sono stati rinvenuti video di esplosioni di grossi petardi, applicazioni per l’accesso al dark web, programmi per simulare attacchi informatici, liste di siti ritenuti vulnerabili, foto di documenti d’identità e credenziali ottenute in modo fraudolento per accedere ai portali di banche, gestori telefonici e altri servizi, oltre a dati di utenti dei social network raccolti e poi diffusi.
Con la notifica dell’avviso, i due indagati e i loro difensori hanno venti giorni per consultare gli atti e depositare memorie, chiedere nuovi accertamenti o richiedere di essere ascoltati. Sarà poi la Procura a decidere se esercitare l’azione penale. Il fascicolo ricorda che, trattandosi di fatti commessi da minorenni, il procedimento penale minorile prevede strumenti specifici quali il perdono giudiziale, la dichiarazione di irrilevanza del fatto o la sospensione del processo con messa alla prova.