Bari · 02 Ottobre 2026

Carbonara ricorda Gaetano Marchitelli a 23 anni dall’omicidio

Cerimonia in piazza Umberto I con familiari, studenti e rappresentanti istituzionali

Carbonara ricorda Gaetano Marchitelli a 23 anni dall’omicidio
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Aveva 15 anni e lavorava la sera in una pizzeria per aiutare la famiglia. Intorno alle 23 del 2 ottobre 2003, mentre si trovava al lavoro, un commando a bordo di un’auto sparò contro un gruppo di ragazzi fermo davanti al locale. Uno dei proiettili, destinato ad altri, raggiunse Gaetano Marchitelli alla schiena e lo uccise sul colpo.

A ventitré anni dall’omicidio, Carbonara ha ricordato questa mattina la giovane vittima innocente di mafia. La commemorazione si è svolta in piazza Umberto I, davanti alla lapide dedicata a Gaetano, dove è stata deposta una corona di fiori. Alla cerimonia erano presenti i familiari e numerosi studenti.

Prima della deposizione della corona, l’Istituto comprensivo “Giovanni Paolo II-De Marinis” ha ospitato un incontro organizzato da Libera Puglia, in collaborazione con il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola Ets e la Consulta delle scuole del Municipio IV, pensato anche per raccontare alle nuove generazioni le conseguenze della violenza e della cultura mafiosa.

Alla commemorazione hanno partecipato l’assessore comunale alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, il questore Annino Gargano, l’assessore regionale Francesco Paolicelli e la presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo. Erano presenti anche il direttore del Csv San Nicola Alessandro Cobianchi, il referente di Libera Puglia don Angelo Cassano, il coordinatore dei familiari delle vittime innocenti di mafia di Libera Angelo Mizzi e la presidente della Consulta delle scuole del Municipio IV Annaclaudia Mastroviti.

"Ventitré anni non possono trasformare il ricordo di Gaetano in un semplice rito - ha dichiarato Cavone -. Aveva quindici anni, studiava, lavorava, aveva sogni e progetti: aveva semplicemente diritto al suo futuro, cancellato improvvisamente dalla violenza mafiosa".

L’assessore ha rivolto un messaggio soprattutto ai ragazzi, ricordando che la mafia non si manifesta soltanto attraverso le grandi organizzazioni criminali, ma anche mediante "prevaricazione, ricatto, paura e silenzio". "La memoria di Gaetano - ha concluso - ci consegna un impegno fondamentale: fare in modo che nessun ragazzo debba più pagare con la propria vita la violenza e la prepotenza altrui".

Fonte: Raccontiamo Bari

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