Bari · 01 Ottobre 2026

Bari sesta provincia italiana per reati ambientali nel 2025: 985 casi secondo Ecomafia

La Puglia è terza regione per reati ambientali e prima per incendi boschivi

La provincia di Bari ha registrato 985 reati ambientali nel corso del 2025, collocandosi al sesto posto tra le province italiane nella classifica del rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente. Complessivamente in Puglia sono stati contestati 3.601 reati, pari al 10,1% del totale nazionale.

Peggiori della Puglia risultano la Campania, con 5.636 reati, e la Sicilia, con 3.726; la Calabria segue con 2.862. Nelle prime dieci posizioni compaiono anche altre province pugliesi: Lecce è ottava con 847 reati (aumento del 30,6% rispetto al 2024) e Foggia è nona con 838 casi (crescita del 16,6%). Lecce è inoltre la seconda provincia italiana per illeciti amministrativi, con 3.408 contestazioni.

Per il ciclo illegale dei rifiuti la Puglia si posiziona al terzo posto nazionale, mentre nel settore del cemento la regione è seconda dopo la Campania, concentrando l’11,9% dei reati accertati in Italia nel settore. Le persone denunciate in regione sono state 940 e i sequestri eseguiti 142.

Tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026 sono state censite sette inchieste sulla corruzione collegata ad attività con impatto ambientale, quarto dato regionale più alto in Italia; gli arresti nel medesimo periodo sono stati 53, che collocano la Puglia al terzo posto nazionale. Il rapporto sottolinea che le inchieste non equivalgono a condanne e che il periodo considerato per questi dati è differente rispetto ad altri capitoli dell’indagine.

Il primato più preoccupante riguarda gli incendi boschivi e di vegetazione: in Puglia ne sono stati accertati 611, pari al 17% del totale nazionale. Il monitoraggio Effis ha registrato 120 incendi e 8.152 ettari di territorio attraversati dalle fiamme, considerando superfici boscate e non boscate. La provincia di Foggia, con 254 reati, presenta il secondo dato più alto d’Italia. Sul fronte degli illeciti amministrativi, Foggia e Lecce ne contano 364 ciascuna, Bari 348 e Taranto 224.

"Il terzo posto complessivo, il secondo nel ciclo del cemento e il primo per reati legati agli incendi non sono numeri da archiviare come una statistica", afferma la presidente di Legambiente Puglia, Daniela Salzedo. Gli 8.152 ettari bruciati, aggiunge, corrispondono a una superficie pari a circa 11.400 campi da calcio.

Legambiente richiama inoltre l’attenzione sui roghi negli impianti di trattamento dei rifiuti: nel 2025 in Italia ne sono stati registrati 76, con un incremento del 24,7%. L’associazione chiede che per ogni episodio vengano accertate le cause e verificati eventuali collegamenti con traffici illeciti o interessi criminali.

A incidere sull’emersione degli illeciti è anche l’intensità delle verifiche: con 132.063 controlli la Puglia presenta il dato più alto d’Italia. Nel dettaglio sono stati eseguiti 42.035 controlli nel settore del cemento, 15.064 nel ciclo dei rifiuti, 17.812 in materia di tutela degli animali e 460 sul patrimonio culturale.

Legambiente Puglia propone alla Regione la sottoscrizione di un protocollo per istituire un presidio permanente sulla legalità ambientale, da mettere in rete con Arpa, enti locali, università e associazioni, in raccordo con l’Osservatorio regionale sulla legalità e la Commissione antimafia, per analizzare i dati e pubblicare ogni anno un rapporto sulle principali criticità.

A livello nazionale, nel 2025 sono stati accertati 35.735 reati ambientali, il 12% in meno rispetto all’anno precedente, e 77.895 illeciti amministrativi, cresciuti dell’11,4%. Le violazioni complessive sono state 113.630, circa tredici ogni ora, mentre il giro d’affari illegale stimato ha raggiunto gli 11,5 miliardi di euro.

Fonte: Raccontiamo Bari

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