Parco della Giustizia: siglato il contratto per il cantiere nelle ex Casermette di Carrassi
Cobar‑Sac aggiudicataria; primo lotto con Tribunale Penale e Procura pronto in 19 mesi
L’Agenzia del Demanio ha ufficializzato l’accordo con il raggruppamento Cobar‑Sac, la società aggiudicataria della gara europea per la progettazione esecutiva e i lavori del nuovo Polo della Giustizia nell’area delle ex Casermette Milano e Capozzi, nel quartiere Carrassi di Bari. Con la firma del contratto si sblocca l’intervento che negli ultimi anni aveva subito ritardi a causa di ricorsi presentati al Tar e al Consiglio di Stato; la vicenda si è conclusa con la conferma della graduatoria del bando di gara da parte dei giudici.
Per la realizzazione dell’intero complesso sono previsti due anni e mezzo dall’avvio del cantiere. La consegna del primo lotto, che comprende il parco e l’edificio destinato a ospitare il Tribunale Penale e la Procura della Repubblica, è prevista entro 19 mesi dall’inizio dei lavori. Il nuovo polo giudiziario potrà accogliere circa 1.800 persone tra magistrati e dipendenti.
L’intervento è promosso dall’Agenzia del Demanio, in qualità di stazione appaltante, su committenza del Ministero della Giustizia, che ne assicura il finanziamento, e in intesa con il Comune di Bari. L’investimento complessivo è stimato in 405 milioni di euro. Il progetto è basato sulla proposta dello studio Atelier(s) Alfonso Femia, scelta a seguito di un concorso di progettazione internazionale.
Sostenibilità ed efficienza energetica sono elementi centrali del progetto. Le strutture saranno realizzate secondo i principi Nzeb (nearly Zero Energy Building) e dotate di sistemi di gestione intelligente delle fonti energetiche. È prevista l’installazione di impianti fotovoltaici, misure per la riduzione dei consumi idrici, l’impiego di materiali recuperati e coperture «cool roof» con tetti verdi e superfici ad alta riflessione solare.
Le soluzioni progettuali contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO₂, con una stima di abbattimento fino a 71.000 kg di CO₂ all’anno. Il piano prevede anche misure di adattamento e resilienza rispetto alla crisi climatica e al rischio sismico: le scelte sono state sviluppate attraverso l’analisi di scenari su un orizzonte di 70 anni, avvalendosi di dati elaborati dal sistema Copernicus e di simulazioni basate sulle rilevazioni della stazione pluviometrica di Bari.
Secondo quanto indicato, l’idea progettuale intende integrare le esigenze logistiche e funzionali dell’amministrazione della giustizia con la riqualificazione urbana, ambientale e sociale dell’area interessata.