Bari · 30 Settembre 2026

San Pio: domiciliari per due donne dopo minacce e devastazione di alloggi popolari

La Procura parla di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; danneggiati e depredati gli interni di un appartamento

Il gip del Tribunale di Bari ha disposto il 29 settembre gli arresti domiciliari per due donne nell'ambito di un'inchiesta su minacce e danni a immobili di edilizia residenziale pubblica nel quartiere San Pio (ex Enziteto) di Bari.

Le indagate sono accusate, a vario titolo e in concorso con altre donne, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e furto aggravato. Il provvedimento è stato emesso in parziale accoglimento della richiesta della Procura di Bari al termine delle indagini condotte dalla Sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri con i militari della Compagnia di Bari San Paolo.

L'inchiesta è partita dai sequestri preventivi d'urgenza eseguiti il 27 gennaio 2026 su diversi alloggi di edilizia residenziale pubblica occupati abusivamente nel quartiere. Tra gli immobili posti sotto sequestro figuravano anche due abitazioni che, secondo gli investigatori, sarebbero state occupate da persone legate al clan Strisciuglio.

Dopo il dissequestro, le case furono restituite al Comune di Bari per procedere all'assegnazione alle famiglie inserite nelle graduatorie. Le operazioni di consegna delle chiavi a alcuni nuclei familiari, indicati dalla procura come di origine straniera, sono iniziate il 12 giugno 2026.

Secondo la ricostruzione investigativa, durante l'insediamento dei nuovi assegnatari intervenne un gruppo di donne del quartiere, guidato — sempre secondo gli atti — dalle due destinatarie della misura cautelare. Le indagate avrebbero minacciato le famiglie e richiesto somme di denaro come presunto rimborso per lavori eseguiti quando gli immobili erano occupati abusivamente, intimando che in caso di mancato pagamento gli appartamenti sarebbero stati danneggiati e privati di impianti e pertinenze.

Il 17 giugno 2026 i carabinieri intervennero in un alloggio di via della Fratellanza dove, quattro giorni dopo la consegna delle chiavi, erano stati demoliti tramezzi e muri divisori, danneggiati gli impianti elettrici e asportati infissi, sanitari e altri materiali. Gli investigatori ritengono che il danneggiamento sia collegato alle minacce rivolte ai nuovi assegnatari.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno portato alla richiesta di misure cautelari da parte della Procura di Bari, parzialmente accolta dal giudice che ha disposto gli arresti domiciliari per le due donne coinvolte.

Fonte: Raccontiamo Bari

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