A Bitonto parte il progetto 'Prove di convivenza' per giovani con sindrome di Down
L'iniziativa dell'Aipd Bari, sostenuta dal Garante regionale, offre weekend in una casa condivisa per sperimentare autonomie quotidiane
L'Associazione Italiana Persone Down (Aipd) di Bari avvia sabato 26 settembre a Bitonto il progetto 'Prove di convivenza', sostenuto dall'Ufficio del Garante regionale dei Diritti delle Persone con disabilità. All'inaugurazione sono previste le presenze di giovani e familiari dell'Aipd, del garante Antonio Giampietro e dell'assessore alla Giustizia e Benessere sociale del Comune di Bari, Michelangelo Cavone.
L'iniziativa, in calendario fino a dicembre, coinvolgerà circa 15 ragazzi e ragazze residenti nella provincia di Bari. I soggiorni si svolgeranno in una casa a Bitonto messa a disposizione dall'Aipd, già utilizzata per un progetto di co-housing finanziato con risorse del Pnrr che è durato tre anni e si è concluso nel 2025 con l'esaurimento dei fondi.
Lo scopo dell'iniziativa è permettere ai partecipanti di sperimentare, a piccoli passi, la gestione condivisa di una casa: attività quotidiane come fare la spesa, preparare i pasti e riordinare saranno affrontate insieme, con il sostegno di un educatore. L'offerta comprende inoltre incontri di supporto rivolti alle famiglie.
A proposito degli obiettivi, Grazia Liddi, consigliera Aipd referente per il progetto, ha spiegato: "Questa iniziativa ... non ha la pretesa, vista la sua durata, di preparare i ragazzi alla vita indipendente, ma vuole in qualche modo rispondere a quella che è una richiesta costante delle famiglie. Questo progetto consente a tutti i ragazzi, anche a chi questa opportunità non l'ha mai avuta, di vivere dei momenti più o meno lunghi al di fuori della famiglia, per sperimentarsi in quelli che sono anche gli aspetti più semplici di una convivenza quotidiana, come fare la spesa, preparare il pranzo, riordinare".
Il garante regionale, Antonio Giampietro, ha sottolineato il valore dell'iniziativa: "Sostenere l’autonomia significa offrire a ogni persona la possibilità concreta di scegliere, sperimentarsi e costruire il proprio percorso di vita – commenta il garante, Antonio Giampietro. - 'Prove di convivenza' va proprio in questa direzione: permette a giovani con sindrome di Down di vivere gradualmente esperienze fuori dal nucleo familiare, condividere la quotidianità con i propri amici e acquisire sempre maggiore autonomia, nel rispetto dei tempi e delle esigenze di ciascuno. L’autonomia non può essere soltanto un obiettivo dichiarato: deve essere sostenuta in ogni modo possibile, creando opportunità, servizi e percorsi capaci di accompagnare le persone e le loro famiglie. Per questo, come Ufficio del Garante, abbiamo voluto sostenere questa iniziativa: perché investire nell’autonomia significa riconoscere il diritto delle persone con disabilità a essere protagoniste delle proprie scelte, del proprio presente e del proprio futuro".
I promotori sottolineano la necessità di maggiore continuità e risorse per progetti di autonomia più strutturati. Come ha osservato ancora Liddi: "Grazie ai fondi assicurati dal garante abbiamo potuto avviare questo progetto, ma la sua durata non poteva che essere limitata. I nostri ragazzi, come in tutti i casi di disabilità intellettive - spiega Liddi - hanno bisogno di un supporto costante. Per questo, per poter assicurare le professionalità necessarie, i progetti hanno inevitabilmente un costo molto alto, a fronte di risorse pubbliche che, purtroppo, sono sempre troppo poche".
L'iniziativa viene descritta dagli organizzatori come un "piccolo passo" per non disperdere le competenze maturate con l'esperienza di co-housing finanziata dal Pnrr, con l'auspicio di reperire in futuro nuovi fondi per interventi di maggiore durata e continuità.