Inchiesta sui presunti voti comprati: a processo 15 persone, tra cui Maurodinoia e Cataldo
La gup del Tribunale di Bari fissa la prima udienza al 12 gennaio 2027; assolti con rito abbreviato Donatelli, la moglie e un finanziere
La gup del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha deciso il rinvio a giudizio per 15 persone coinvolte nell’inchiesta sui presunti voti comprati in Puglia. Tra gli imputati figurano l’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia e suo marito Sandro Cataldo. La prima udienza è stata fissata per il 12 gennaio 2027.
L’indagine riguarda le elezioni amministrative di Grumo Appula, le Regionali del 2020 e le Comunali di Triggiano del 2021. Secondo l’ipotesi dei pubblici ministeri Claudio Pinto e Savina Toscani, nei due anni avrebbero operato due associazioni finalizzate alla corruzione elettorale, con Cataldo, fondatore del movimento Sud al centro, indicato come presunto promotore. Queste accuse saranno esaminate nel processo.
Nel medesimo provvedimento la gup ha pronunciato la sentenza per i tre imputati che avevano scelto il rito abbreviato: l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, sua moglie Gaetana Lanotte e il finanziere Nicola Giovanni Nitti sono stati assolti “per non aver commesso il fatto”. La loro posizione è stata definita separatamente rispetto a quella delle 15 persone rinviate a giudizio.
Sandro Cataldo era stato arrestato e posto ai domiciliari nell’aprile 2024; la misura cautelare è cessata nel luglio dello stesso anno. Anita Maurodinoia era stata eletta alle Regionali del 2020 nella lista del Pd con quasi 20.000 voti e si era dimessa dall’incarico di assessora ai Trasporti dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, contestualmente all’arresto del marito.