Bari avvia un percorso partecipato per rigenerare San Pio, Catino e Torricella
Primo tavolo a Palazzo di Città su impulso del parroco Don Gianni De Robertis, coinvolte istituzioni, imprese e università
Il Comune di Bari ha riunito per la prima volta a Palazzo di Città un tavolo di confronto per avviare un percorso partecipato rivolto alla rigenerazione dei quartieri San Pio, Catino e Torricella. L’iniziativa intende migliorare collegamenti urbani, servizi e condizioni di vita dei residenti, generando opportunità di sviluppo economico.
Il percorso nasce, spiegano dal Comune, su sollecitazione di soggetti pubblici e privati e in risposta alle richieste avanzate da Don Gianni De Robertis, parroco della Natività di Nostro Signore. Gli incontri successivi saranno tematici, ospitati dalle realtà coinvolte e distribuiti nei tre rioni, con l’obiettivo finale di definire "un masterplan per San Pio, Catino e Torricella".
Al tavolo hanno partecipato il sindaco Vito Leccese e la vicesindaca Giovanna Iacovone, insieme a Don Gianni De Robertis e a rappresentanti di Confindustria Bari Bat, Ance Bari Bat, Camera di Commercio, Ordine degli architetti, Ordine degli ingegneri, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari, Legambiente, operatori culturali, associazioni giovanili e imprese attive sul territorio.
Il sindaco Leccese ha definito l’avvio del percorso come "un nuovo percorso partecipato, aperto a chiunque voglia portare il proprio contributo in termini di conoscenza, di proposte e di idee per San Pio, Catino e Torricella, secondo i principi di collaborazione e sussidiarietà orizzontale". Ha inoltre sottolineato la necessità di "partire dagli errori del passato" e di dotarsi di strumenti di pianificazione, ricordando l’adozione dell’atto di indirizzo che dovrà definire il nuovo Piano Urbanistico Generale.
Leccese ha indicato come priorità non solo il miglioramento delle infrastrutture fisiche, dell’attrattività del territorio e dei servizi e presidi di polizia e sanitari, ma soprattutto "la creazione di infrastrutture sociali, sulla costruzione del senso di comunità e sulle relazioni, per portare finalmente ‘l’effetto città’ in zone che da anni si sentono ‘altro’ rispetto alla comunità cittadina".