Bari · 15 Settembre 2026

Indagine della Procura di Bari: 3.572 clienti di IntesaSanpaolo sarebbero stati consultati, indagato un ex addetto di Bitonto

La Procura di Bari chiude le indagini su Vincenzo Coviello. Tra i clienti citati anche alte cariche dello Stato

Indagine della Procura di Bari: 3.572 clienti di IntesaSanpaolo sarebbero stati consultati, indagato un ex addetto di Bitonto

La Procura di Bari, con il procuratore Roberto Rossi e la pm Carmela Bruna Manganelli, ha formalizzato il 15 settembre 2026 l’avviso di chiusura delle indagini nei confronti di Vincenzo Coviello, ex dipendente addetto alla sede Agribusiness di una filiale del gruppo Intesa Sanpaolo. L’indagine riguarda l’estrazione e la consultazione non autorizzata di schede e dati finanziari di 3.572 clienti dell’istituto bancario.

Secondo gli accertamenti descritti nell’avviso, le consultazioni sarebbero iniziate nel gennaio 2020 e proseguite fino alla fine di aprile 2024. Gli investigatori hanno ricostruito la sequenza degli accessi attraverso l’analisi dei log di sistema forniti dalla banca e da consulenti tecnici specializzati nella materia informatica.

Tra le persone le cui posizioni contabili risultano indicate nel fascicolo figurano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Presidente del Senato Ignazio Maria La Russa e il Ministro della Difesa Guido Crosetto, citati nel comunicato ufficiale della Procura.

All’ex dipendente di Bitonto sono contestati, a vario titolo, i reati di accesso abusivo a sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.), il procacciamento illecito di notizie concernenti la sicurezza dello Stato (art. 256 c.p.) e plurime violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali e del GDPR. La Procura ritiene che la natura e la ripetizione degli accessi possano aver posto a rischio la riservatezza di informazioni sensibili e la sicurezza degli organi costituzionali.

L’istruttoria ha evidenziato che l’attività di consultazione non aveva alcuna correlazione funzionale con le mansioni attribuite al dipendente: gli accessi non si limitavano a clienti locali o al settore agricolo, ma riguardavano l’intero database nazionale dell’istituto.

Le verifiche sono state avviate dopo la denuncia presentata da un correntista nel luglio 2024. Intesa Sanpaolo ha poi estratto i log interni e li ha messi a disposizione degli inquirenti. La banca ha licenziato l’indagato l’8 agosto 2024 e ha presentato una querela il 20 agosto 2024.

Nel corso delle indagini la Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri ha eseguito analisi forensi complesse per cristallizzare la cronologia degli accessi. La Procura segnala altresì la presenza di profili di responsabilità per altri sette dipendenti che hanno effettuato accessi abusivi di entità e frequenza inferiori: tali posizioni sono state stralciate e trasmesse alle sedi giudiziarie competenti per territorio.

La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (D.N.A.) è intervenuta nel coordinamento investigativo per verificare eventuali connessioni con contesti organizzati o eversivi.

Con provvedimento motivato, la Procura ha disposto l’archiviazione della posizione di Intesa Sanpaolo S.p.A. nell’ambito del procedimento relativo alla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001), ritenendo insussistenti gli elementi per contestare la responsabilità dell’istituto. Nel provvedimento si riconosce la banca come parte lesa, si evidenzia l’idoneità ex ante del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo aggiornato al 27 marzo 2025 e si tiene conto delle misure aziendali e della collaborazione fornita.

La Procura ha ricordato il principio della presunzione di innocenza e che la notifica dell’avviso (art. 415-bis c.p.p.) apre la fase in cui la difesa potrà prendere visione degli atti e presentare memorie o istanze prima delle determinazioni sull’esercizio dell’azione penale.

Fonte: Raccontiamo Bari

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