Bari · 15 Settembre 2026

Ex bancario di Bisceglie indagato per accessi abusivi: 3.572 correntisti spiati, tra cui Mattarella e Meloni

La Procura di Bari ha notificato la conclusione delle indagini per accessi illeciti e reati legati alla sicurezza dello Stato

Ex bancario di Bisceglie indagato per accessi abusivi: 3.572 correntisti spiati, tra cui Mattarella e Meloni

La Procura di Bari ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a Vincenzo Coviello, ex dipendente di Intesa Sanpaolo licenziato nell’agosto 2024 e già in servizio nella sede Agribusiness di Bisceglie.

Secondo l’accusa, Coviello avrebbe effettuato accessi abusivi ai dati sensibili e finanziari di 3.572 clienti. Tra gli intestatari i cui conti sarebbero stati consultati figurano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Gli inquirenti ricostruiscono che gli accessi sarebbero iniziati nel gennaio 2020 e proseguiti con continuità fino alla fine di aprile 2024, sfruttando credenziali e prerogative legate alle mansioni svolte dall’indagato.

L’indagine è partita da una denuncia presentata da un cliente nel luglio 2024 ed è stata condotta dalla sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri presso la Procura di Bari, con il supporto di consulenti specializzati nel contrasto al cybercrime. L’analisi dei log e dei tracciati informatici dell’istituto di credito ha consentito di ricostruire portata e frequenza delle consultazioni.

Alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo ha preso parte all’indagine. Nei confronti di Coviello vengono ipotizzati, tra gli altri reati, accesso abusivo a un sistema informatico o telematico aggravato dalla presenza dell’infrastruttura bancaria nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, il procacciamento illecito di notizie concernenti la sicurezza dello Stato e plurime violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali.

Nel corso degli accertamenti la Procura segnala anche condotte analoghe attribuite ad altri sette dipendenti dello stesso istituto di credito. Secondo gli inquirenti, tali accessi avrebbero avuto frequenza e portata inferiori e non avrebbero riguardato obiettivi istituzionali sensibili; le posizioni di questi soggetti sono state separate da quella dell’indagato principale e i relativi fascicoli sono stati trasmessi alle autorità giudiziarie territorialmente competenti.

La notifica dell’avviso previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale segna la conclusione delle indagini preliminari: le accuse contenute nell’avviso non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità e precedono le eventuali determinazioni della Procura in merito a una richiesta di rinvio a giudizio.

Fonte: Raccontiamo Bari

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