Bari · 15 Settembre 2026

Processo sugli appalti Bat: il Gup di Bari ammette la Provincia Bat come parte civile e quantifica il danno in 1,9 milioni

Contestate suppletive per corruzione aggravata e turbativa d'asta; udienza aggiornata al 16 novembre

Processo sugli appalti Bat: il Gup di Bari ammette la Provincia Bat come parte civile e quantifica il danno in 1,9 milioni

Nel corso dell'udienza preliminare tenuta al Tribunale di Bari, la Giudice Rossana de Cristofaro ha ammesso la costituzione di parte civile della Provincia di Barletta-Andria-Trani nei confronti degli imputati coinvolti nell'inchiesta sugli appalti. L'ente è stato rappresentato dal procuratore speciale e avvocato Antonio Maria La Scala.

Il pubblico ministero ha formalizzato contestazioni suppletive a carico degli imputati, introducendo l'aggravante per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319‑bis c.p.) e il reato di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.). A fronte dell'ampliamento delle accuse, il Gup ha concesso termini alla difesa e ha rinviato l'udienza al 16 novembre per la discussione delle difese.

Il procedimento costituisce uno stralcio per competenza territoriale di una più ampia indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta, che nel luglio 2024 aveva eseguito quattordici misure cautelari personali. Per ragioni di competenza il fascicolo è approdato al Tribunale di Bari.

Il troncone trattato a Bari riguarda l'appalto per le indagini preliminari e la caratterizzazione della discarica CO.BE.MA. S.r.l., in contrada Tufarelle a Canosa di Puglia. Secondo gli inquirenti, il contratto stipulato nel 2017 per un importo poco superiore a 45.000 euro sarebbe stato eseguito in modo difforme rispetto agli impegni previsti, con omissioni nelle verifiche sullo stato di inquinamento del sito e della falda.

La Provincia Bat ha chiesto il risarcimento dei danni per un totale di 1.900.000 euro. La quantificazione indicata nell'atto include 95.000 euro a titolo di danno patrimoniale emergente (comprensivi della restituzione dei compensi liquidati per prestazioni ritenute non eseguite e delle spese necessarie per la messa in sicurezza e i carotaggi profondi), 250.000 euro per lucro cessante legato al blocco dei fondi di bonifica e alla perdita di opportunità economiche, 600.000 euro per danno non patrimoniale per la lesione dell'immagine istituzionale e 100.000 euro per danno da disorganizzazione amministrativa degli uffici provinciali.

Il procedimento riprenderà il 16 novembre davanti al Gup di Bari per la discussione delle difese.

Fonte: Raccontiamo Bari

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