Processo sugli appalti Bat: il Gup di Bari ammette la Provincia Bat come parte civile e quantifica il danno in 1,9 milioni
Contestate suppletive per corruzione aggravata e turbativa d'asta; udienza aggiornata al 16 novembre
Nel corso dell'udienza preliminare tenuta al Tribunale di Bari, la Giudice Rossana de Cristofaro ha ammesso la costituzione di parte civile della Provincia di Barletta-Andria-Trani nei confronti degli imputati coinvolti nell'inchiesta sugli appalti. L'ente è stato rappresentato dal procuratore speciale e avvocato Antonio Maria La Scala.
Il pubblico ministero ha formalizzato contestazioni suppletive a carico degli imputati, introducendo l'aggravante per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319‑bis c.p.) e il reato di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.). A fronte dell'ampliamento delle accuse, il Gup ha concesso termini alla difesa e ha rinviato l'udienza al 16 novembre per la discussione delle difese.
Il procedimento costituisce uno stralcio per competenza territoriale di una più ampia indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta, che nel luglio 2024 aveva eseguito quattordici misure cautelari personali. Per ragioni di competenza il fascicolo è approdato al Tribunale di Bari.
Il troncone trattato a Bari riguarda l'appalto per le indagini preliminari e la caratterizzazione della discarica CO.BE.MA. S.r.l., in contrada Tufarelle a Canosa di Puglia. Secondo gli inquirenti, il contratto stipulato nel 2017 per un importo poco superiore a 45.000 euro sarebbe stato eseguito in modo difforme rispetto agli impegni previsti, con omissioni nelle verifiche sullo stato di inquinamento del sito e della falda.
La Provincia Bat ha chiesto il risarcimento dei danni per un totale di 1.900.000 euro. La quantificazione indicata nell'atto include 95.000 euro a titolo di danno patrimoniale emergente (comprensivi della restituzione dei compensi liquidati per prestazioni ritenute non eseguite e delle spese necessarie per la messa in sicurezza e i carotaggi profondi), 250.000 euro per lucro cessante legato al blocco dei fondi di bonifica e alla perdita di opportunità economiche, 600.000 euro per danno non patrimoniale per la lesione dell'immagine istituzionale e 100.000 euro per danno da disorganizzazione amministrativa degli uffici provinciali.
Il procedimento riprenderà il 16 novembre davanti al Gup di Bari per la discussione delle difese.